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Attacco completo, difesa corta al centro. Il nostro voto al mercato del Lecce

Primo bilancio definitivo dopo la chiusura del calciomercato estivo condotto dal ds Meluso. Fare di più non era semplice, la sufficienza è piena.

Le 22 di ieri hanno segnato il gong del calciomercato estivo 2019, quello del ritorno del Lecce in Serie A. Viene da sé, come intrinseco in situazioni inerenti cambi di categoria, che si tratti sempre di una fase delicata, e la sessione appena conclusa non ha fatto eccezione.

Tra giocatori (tanti, come da prassi) trattati, affari fumati, colpi messi a segno ed elementi di prospettiva, le operazioni messe a referto dal ds Meluso hanno consegnato a Liverani la rosa definitiva. Quella con cui misurarsi con i migliori club d’Italia. Ma che giudizio dare al calciomercato giallorosso? Il nostro voto è 6,5. Una sufficienza piena che andiamo di seguito ad argomentare.

GABRIEL OK. Tra i pali vi era più di un sentore circa il fatto che Vigorito non sarebbe stata la scelta per il ruolo da titolare nel massimo campionato, e così è stato. Le iniziali attenzioni sono subito ricadute su Dragowski, di rientro alla Fiorentina la quale ha deciso di puntare proprio sul polacco come nuovo numero 1 in luogo di Lafont. Meluso si è così guardato intorno, fino a notare che tra gli svincolati figurava un elemento da sempre al top tra i cadetti, e che meritava una chance in Serie A.

Gabriel a zero costituisce un colpo per una squadra come il Lecce, ed il deludente esordio di San Siro non cambia le cose. Anche perché con il Verona si sono poi viste tutte le qualità del brasiliano, il quale merita senza dubbio la fiducia di Liverani. Se poi dovesse andar male, aver tenuto Vigorito come secondo non è certo affare da poco.

FASCE COPERTE. Numericamente parlando, il ruolo del terzino, fondamentale per il gioco di mister Liverani, è a dir poco coperto. Il tecnico ha a disposizione infatti ben 7 elementi tra fascia destra e sinistra, sebbene qualche dubbio sorga sulle capacità dei singoli. Non che non ci siano le qualità base, assolutamente, ma resterà da vedere la loro tenuta a così alti livelli visto che solo uno su sette vanta adeguata esperienza in A.

Si tratta di Rispoli, che sulla destra si giocherà la maglia da titolare con Benzar. Il primo vanta, appunto, maggiori certezze difensive poiché meglio conosce la categoria, il secondo ha già dimostrato di avere un destro niente male. Tutti e due devono però fare decisamente meglio di quanto mostrato, non bene, con Inter e Verona. Alle loro spalle non spinge certo Fiamozzi, alle prese con il recupero dal lungo infortunio. Difficilmente sarà utile alla causa.

A sinistra c’è la coda. Parte davanti a tutti Calderoni, che superato lo scotto dell’impatto con la categoria ha tutto il tempo per dimostrare di essere da Serie A. Meno bravo con i piedi ma in grado di garantire una buona copertura dietro è Dell’Orco, che offre anche a Liverani la possibilità di passare alla difesa a 3. Vera è un calciatore tutto da formare, così come Gallo. Insomma c’è il materiale su cui lavorare, ma tutto dipenderà dal tecnico.

POCHI AL CENTRO. Lucioni-Rossettini è la coppia di centrali scelta da Meluso. Sullo “zio” pochi dubbi: merita certamente quella chance di titolarissimo che ha solo parzialmente avuto a Benevento ed offre buone garanzie. Stesso dicasi per Rossettini, uno che non sarà top di gamma ma che a quel costo (zero) è in grado di dare alla difesa quell’esperienza da A che manca totalmente. E poi? Qui arrivano i problemi.

I centrali puri a disposizione di Liverani come alternative sono soltanto Meccariello e Riccardi. Il primo reduce dall’operazione al ginocchio, il secondo da poco ripresosi dopo un anno circa di inattività e che doveva fino all’ultimo andare a giocare in Serie B. Per di più entrambi sarebbero esordienti. Ci sarebbe anche Dell’Orco, ma per lui agire in coppia sarebbe una novità o quasi. Qui si poteva fare meglio.

IN MEZZO C’E’ POTENZIALE. E’ il punto forte e fondamentale del gioco di Liverani. La scelta di puntare sullo zoccolo duro della promozione è giustissimo. Questo perché i vari Petriccione, Tachtsidis, Majer, Tabanelli hanno giganteggiato nella categoria inferiore meritando uno chance ed assimilando alla perfezioni i dettami del tecnico.

A questi si sono aggiunti Imbula, potenzialmente il colpo di mercato in assoluto se trovasse finalmente la sua dimensione, e Shakhov, che deve superare il pessimo approccio avuto e trovare la condizione. Il francese e l’ucraino sono anch’essi costati zero: presto sapremo se si tratta di capolavori firmati Mauro Meluso oppure no.

TREQUARTI DA SCOMMESSE. E Shakhov, oltre che come mezz’ala, sarà certamente usato anche tra le linee. Sarà lui a giocarsi alla lunga un posto con Mancosu, un altro che come i sopracitati compagni di promozione ha strameritato la Serie A. Dopo aver dominato nelle ultime stagioni tra B e C, il sardo si troverà a misurarsi con elementi a cui è inferiore, ma ha la maturità ed il carisma per sorprendere ancora. Sempre nel ruolo, ed in chiave futura, è arrivato Lo Faso. Un investimento in prospettiva che, se supera i guai fisici, non è escluso venga lanciato dal coraggioso Liverani.

L’ATTACCO PUO’ ESPLODERE. Il punto forte del Lecce potrebbe paradossalmente essere quello che più ha deluso in queste prime due uscite, ovvero l’attacco. Nel reparto non era francamente semplice fare di più. Sono stati giustamente confermati Falco, che ha già fatto tremare San Siro, e La Mantia, che fisicamente è da Serie A. Poi tre innesti di categoria: Lapadula e la sua voglia di riscatto, Farias e la ricerca delle conferme dopo l’ottimo finale scorso e Babacar, uno dal potenziale enorme. Costo complessivo delle tre operazioni, opzioni di riscatto escluse, nemmeno cinque milioni di euro. In attesa che il campo parli, un ottimo lavoro.

CESSIONI. Piazzare così tanti elementi e sfoltire la rosa non era facile. Meluso ci ha provato e, anche grazie a una netta accelerata finale, ci è riuscito quasi del tutto. Hanno salutato i vari Cosenza, Costa Ferreira, Haye, sono rimasti come esuberi soltanto Chironi, Dumancic, Tsonev e Dubickas. Numeri in linea, se non nettamente inferiori, con quelli degli altri club di Serie A.

GIUDIZIO. Si poteva fare di più? Certamente, sebbene si sarebbe quasi certamente sconfinato nello strafare, con tutti i rischi del caso. Numericamente ci siamo: 13 innesti sono anche più di quello che serviva al collettivo di Liverani. Qualitativamente, come detto, forse dietro e sulla trequarti la rosa poteva essere puntellata. Ma non dimentichiamo che il mercato è quello di Serie A, tutt’altro che facile dunque.

Sono stati tentati i colpacci Dragowski, Tonelli, Yilmaz, Mitroglou e Choupo-Moting. Elementi fuori portata per diversi motivi, e chiedere di più a una società che ha investito tantissimo per tenere la A al Via del Mare sarebbe stato ingeneroso. Senza dimenticare che la forza del Lecce non è, non sarebbe stata e non sarà mai il singolo. Non è l’aver o il non aver acquistato questo o quell’elemento a regalare o meno la salvezza ai giallorossi. La differenza la farà il gioco e le idee di Liverani. Per applicarle, alla dirigenza non si poteva chiedere troppo di più. Un 6,5 è, a nostro avviso, strameritato.

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Pedro
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Pedro

Difesa da serie B
Possibile non si sono accorti che manca un vero centrale di esperienza e qualità ?
Darei un 6 x volontà di fare e per gratitudine

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no merita 0==

Dani
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Dani

probabilmente non possiamo permetterci di fare altri sforzi economici, ma se ci fosse la possibilità di spendere ancora qualcosa, beh allora io un pensierino su alcuni svinvolati lo farei: un certo Afriye Acquah, a centrocampo farebbe tanto comodo, giocatore di categoria che ha fatto tanta esperienza in serie A. uno tra lui e Bertolacci sarebbe d’aiuto. uno come Matias Silvestre ci servirebbe come il pane, darebbe sicurezza al reparto difensivo, che tra l’altro non convince neanche sulle fasce. Bony avrebbe alzato non di poco il livello qualitativo e di esperienza lì davanti, ma abbiamo puntato su Lapadula che personalmente non… Leggi il resto »

Bar BIGGI
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Bar BIGGI

Alla squadra manca assolutamente un centrale di difesa di esperienza e soprattutto carisma ,tra squalifiche e acciacchi quando mancheranno uno dei due centrali ora titolari saremo imbarazzanti,per il resto niente da dire ,,se proprio crede nel gioco con un fantasista facciano l ultimo sforzo cioè BERTOLACCI e PALETTA,E sarà un LECCE da serie A

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in difesa qualcosina serve

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7 lo merita largamente

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10 a prescindere!! FORZA LECCE!!!

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[…] Leggi il giudizio di Calciolecce.it sul calciomercato […]

Antonio
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Antonio

Mercato da 9, tenendo conto delle risorse economiche! Occorre un difensore svincolato, ultimo sforzo !!! Senza Meluso saremmo ancora in lega pro! Quello contro il Verona non era il vero Lecce!

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Senza budget non poteva fare di più purtroppo

Nico
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Nico

Negro Maikol potrebbe essere un giocatore da vedere a già giocato con Mancosu con ottima intesa giocatore che può giocare anche in serie A

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No!! Merita un bel 8 in considerazione da dove approdiamo nella massima serie… cominciassero invece a correre tutti quanti altrimenti si torna indietro…

Maux
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Maux

Ecco, questo è l’approccio sbagliato.

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C’è la possiamo giocare con le altre squadre per la salvezza, però ci serve un difensore centrale di esperienza

Damiano
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Damiano

Concordo … 👌
Si fa presto a criticare ….

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Il tempo dirà tutto

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Troppo presto per giudicare

Tony
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Tony

Difesa semplicemente ridicola sara una stagione penosa mercato scadente…..bastano e avanzano le parole di Liverani CI VUOLE PIU CHE UN MIRACOLO X IRA IMPRESENTABILI

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Impossibile dare un giudizio sugli acquisti dopo 2 partite, almeno il girone di andata bisogna attendere.

Maux
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Maux

Oddio, se segui un po’ il calcio un giudizio sul calciomercato lo puoi dare, quello che dai alla fine del girone d’andata è un giudizio sul campionato svolto.

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