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VAR, una domenica da incubo. A quando la “prima” del Lecce?

A Genova, Parma, Ferrara e Verona è il semi-caos tra recuperi biblici, decisioni dubbie e persino strumentazione rotta.

Quella appena trascorsa non è certamente stata una domenica facile per il Video Assistant Referee. La tecnologia di supporto agli arbitri, al terzo anno in uno in Serie A, non è incappata infatti in uno dei turni più semplici, divenendo protagonista indesiderata di gran parte dei match disputati ieri.

L’avvio di domenica non è stato dei migliori, è già il match delle 12.30 ah fatto parecchio discutere. Il motivo? Di certo non il netto penalty assegnato all’Atalanta, quanto il secondo di giornata, quello in favore dei locali. Vedendo dal replay, si intuisce come non vi alcun fallo di Djimsiti su Kouamé. Perché, dunque, è stato assegnato il rigore? Perché il VAR, dalla propria apposita cabina, non se l’è sentita di revocare la decisione dell’arbitro di campo non potendo contare su tutte le camere normalmente a sua disposizione. Questo perché proprio le due più importanti, le super-slow motion, erano spente.

Alla fine l’errore umano, favorito da un malfunzionamento tecnico, non ha inficiato negativamente sul risultato, grazie al gol in extremis di Duvan Zapata. Meno errori gravi ma caos totale invece a Parma, dove l’assistente addetto alla tecnologia ha dapprima revocato un penalty ai ducali (scelta dubbia ma pare giusta) e poi un gol al Cagliari (anche qui restano piccoli dubbi). Il risultato? Addirittura 12 minuti di recupero.

Poco di più rispetto a quanto avvenuto a Ferrara, dove l’arbitro ci ha messo 7 minuti per valutare se assegnare alla Lazio un rigore, dovendo al contempo controllare la posizione di Caicedo. Alla fine almeno tutto è andato per il verso giusto. Ben più polemiche a Verona, match dai tanti episodi al limite, con in vetta il rosso sventolato in faccia a Stepinski a inizio match. Una decisione forse eccessiva, di certo al limite e quindi discutibile, giusto per mettere ulteriore pepe in una domenica piccante dalla nascita.

Spettatore interessato di quanto accaduto è il Lecce. I giallorossi né a San Siro né con il Verona hanno registrato l’intervento del VAR. Sebbene, soprattutto nel secondo incontro, l’ausilio di un approfondimento tecnologico sarebbe stato opportuno per una palla toccata dal braccio di Kumbulla su tiro di Shakhov. L’attesa accresce il desiderio, recita un vecchio detto. Certo è che, quando arriverà il momento, sperano un po’ tutti nell’ambiente giallorosso che l’impatto sia meno stressante di quanto vissuto sul campo dai protagonisti della calda giornata di ieri.

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