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Dalla rabbia alla prima rete in A: il lottatore Lapadula vuole prendersi il Lecce

Al Ferraris, l’italoperuviano ha segnato il primo gol della sua esperienza salentina. La gioia arriva dopo un ottimo precampionato a cui però è seguito il rallentamento causato dall’infortunio. E tutto cominciò con quella conferenza stampa dai toni infiammati…

Gianluca Lapadula sa di giocarsi molto della sua carriera con addosso la casacca giallorossa del Lecce. Questa consapevolezza è il tratto che, tradotto in campo, caratterizzerà la sua stagione. Corsa a testa bassa, lotta e sportellate per spingere la banda Liverani verso la salvezza e gridare alla Serie A intera la sua rivalsa dopo il tribolatissimo divorzio temporaneo dal Genoa, che lo ha ceduto al Via del Mare in prestito.

Leggi qui le parole di presentazione a Lecce di Lapadula

Il Genoa, si diceva. Il gol di ieri, valevole per il temporaneo vantaggio di Samp-Lecce 1-1, arriva proprio al Ferraris, lo stadio della disfida genoana. Seppur di minore importanza rispetto all’attesissima partita proprio contro il Grifone, la sfida ai blucerchiati lega e non poco con il passato recente del 29enne. Lapadula torna al gol dopo 185 giorni, dall’1-1 segnato al 56′ di Spal-Genoa 1-1 nello scorso finale di campionato.

Il numero 9 è stato il primo acquisto importante messo a segno dal d.s. Mauro Meluso. La sua scelta ha incarnato il senso del calciomercato condotto dal Lecce: elementi con voglia enorme di rivalsa, di vendette sportive personali e in cerca di rilancio. Lapadula, che in carriera ha toccato il suo apice negli 8 gol segnati al Milan, seguiti all’exploit di Pescara in B, ha scelto il Lecce per cercare di tornare a quei livelli accarezzati in uno stadio, San Siro, che gli ha riservato un caloroso applauso prima di Milan-Lecce.

Dal ritiro precampionato si presagiva un ruolo centralissimo nell’economia del Lecce 2019/2020. La liaison con Falco sembrava caratterizzare prioritariamente le scelte di Liverani e così è stato nei test estivi fino alla doppietta alla Salernitana nel turno agostano di Coppa Italia.

Dopo le tre presenze da titolare con Inter, Verona e Torino, Khouma Babacar è cresciuto e ha conquistato la maglia titolare da attaccante centrale proprio a scapito dell’italoperuviano, subentrato soltanto alla fine nell’1-4 con il Napoli.

Qui poi lo stop. Infortunio alla coscia e allenamenti differenziati prima di riprendere la condizione. Il prezzo? Saltare la vittoria di Ferrara, la sconfitta con la Roma e rimanere in panchina a Bergamo prima della sosta. Al rientro contro il Milan, nel giorno in cui si è sbloccato il senegalese, solo 8′ in campo.

Nelle ultime due partite, infine, i destini di Babacar e Lapadula si sono invertiti. Il 9 è subentrato all’ex viola per la ripresa di Lecce-Juventus e ha cambiato volto al Lecce. Prima velleitario e facilmente arginato dalla coppia De Ligt-Bonucci, il reparto avanzato leccese, con Lapadula, ha aumentato i giri del motore e, seppur girando a vuoto sottoporta, la lotta costante e la ricerca della guerra su ogni pallone ha messo in difficoltà i palleggiatori juventini, non in controllo come nella fetta precedente di partita.

Il premi, doppio, al lavoro magistrale condotto sabato scorso da Lapadula è arrivato ieri. Titolarità nello scontro salvezza con Ranieri e gol a convertire in rete l’assist di Shakhov dopo 8′. Dalla rabbia agonistica della prima conferenza stampa da calciatore del Lecce alla palla scaraventata in rete alle spalle di Audero sono passati tre mesi, il tempo di trovare la quadra giusta per lasciare il segno. Al momento, la sensazione predominante è che Lapadula e Babacar insceneranno la più classica delle staffette, che magari origineranno commenti e discussioni sulla scelta del miglior ariete da schierare, senza dimenticare La Mantia.

Quest’anno voglio entrare in campo ed essere Lapadula -diceva la punta torinese nel primo approccio alla stampa-. Non faccio promesse, ho fatto una promessa a me stesso, ma a Lecce e alla città non ne posso fare. Per me è fondamentale stare bene, in base a questo ho tante sicurezze“. Ci auguriamo che, messa in saccoccia una condizione fisica ottimale, le sicurezze di Lapadula diventino le sicurezze del Lecce.

 

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