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Donati: “Ricordo bene la gioia dei leccesi per la salvezza di dieci anni fa. Qui per bissarla”

Il terzino del Lecce, nel corso di una diretta Instagram con il canale ufficiale del club, ha parlato della sua avventura-bis nel Salento e della possibile ripresa della Serie A.

RIPRESA. “Siamo pronti per ricominciare, e positivi che lo si possa fare nel migliore dei modi. Sia per la quotidianità che per quanto riguarda lo sport. Di sicuro l’aspetto mentale sarà fondamentale alla ripresa. E’ stato importante non aver mai mollato e dobbiamo continuare così, perché qualora arrivasse la buona notizia ci sarà da farsi trovare pronti per una fase clou del campionato. Noi abbiamo sempre lavorato tanto, monitorati a distanza dal nostro preparatore. Bisognerà certamente fare bene a livello tattico e mentale, aspetti sui quali da casa non potevamo lavorare granché”.

RITORNO IN GIALLOROSSO. “Appena c’è stata l’occasione di tornare a Lecce l’ho colta al volo. Quando ci arrivai ero giovanissimo, alle prime esperienze, ero molto coccolato e sono stato accolto alla grande. Ho imparato tantissimo, mi sono innamorato di questa piazza ed in più abbiamo conquistato una salvezza indimenticabile. Quest’anno sto trovando solo conferme di quella bellissima esperienza”.

GUERRIERO. “Mi piace essere apprezzato come lottatore dai tifosi. Sono uno che da tutto in campo, e so che in una squadra piccola non puoi gestirti, bensì devi andare a mille e dare il massimo. Io cerco sempre di fare la mia parte. Se vuoi lottare alla pari con squadre più attrezzate e conquistare la salvezza, questa è l’unica strada”. 

NAZIONALE. “Ad oggi non fa parte dei miei principali obiettivi, anche se è chiaro che sarebbe un traguardo bellissimo che mi auspico possa divenire realtà un giorno. Sono consapevole che arriverebbe solo facendo bene con il club, quindi è chiaro che tutto sta a dare il massimo per il Lecce, giorno dopo giorno”.

OBIETTIVI. Sono arrivato a Lecce per giocarmi la salvezza. So cosa vuol dire raggiungere qui quell’obiettivo, per questa società la A vale tantissimo. Il mio obiettivo è quello. Poi è chiaro che a livello personale punto a fare sempre meglio, sono uno che si impegna per cercare sempre di alzare la propria asticella personale”.

GERMANIA. “Le esperienze all’estero mi sono state utilissime, mi hanno migliorato molto sul profilo offensivo. Quando andai via dall’Italia ero abituato ad un ruolo, quello del terzino, che aveva prettamente compiti difensivi, per non dire che era praticamente bloccato dietro. In Germania ero molto più libero sotto quel profilo, con il risultato di averne guadagnato come crescita in proiezione in avanti. Ora sono un giocatore più completo, ed ascolto mister Liverani i cui dettami tattici mi servono per crescere ancora”.

AUTOGOL E GOL. “Ci sono rimasto malissimo. Per ogni calciatore realizzare un autogol è un momento bruttissimo, in particolare poi se è goffo come quello da me realizzato. Io avevo battezzato la palla, che poi si è fermata con il vento fino a bloccarsi quasi, ed io l’ho impattata con la nuca. Per un minuto non ci ho capito nulla, ma a tutto ho pensato tranne che ad abbattermi. Così quando Saponara mi ha passato quella palla ho pensato che, in un modo o nell’altro, doveva andare dentro. E così è stato. Peccato davvero per il pessimo secondo tempo”.

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