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Masiello, ancora tu! Ancora un match salvezza contro il Lecce dopo l’autogol…

Tra le tante trame di Genoa-Lecce, spicca l’incontro, il primo dopo il lungo processo sul calcioscommesse, tra i giallorossi e Andrea Masiello, passato in gennaio dall’Atalanta ai rossoblu.

C’è ancora Andrea Masiello tra il Lecce e una finale per la salvezza. Abbiamo già ampiamente parlato in altri appuntamenti del procedimento giudiziario, sportivo e non, che ha segnato irrimediabilmente la storia dei salentini e un sentimento d’astio nato, che probabilmente mai terminerà, tra i supporter giallorossi e il difensore, figlio ovviamente dei fatti extracalcistici nati dopo Bari-Lecce 0-2.

Mentre Masiello negli anni cercò di “pulirsi” tentando più volte di scusarsi con tutti gli appassionati, ritrattando anche sui fatti, il Lecce marciva in Serie C, vissuta per sei interminabili stagioni. Il 34enne ribadì più volte di aver giocato in modo regolare il famoso Bari-Lecce 0-2, con il tabellino chiuso dalla sua autorete su tiro di Jeda (qui la sua intervista proprio su Bari-Lecce). L’opera è riuscita, e checché anche a Bari ormai non sia di certo ben visto, Masiello si è ben costruito la sua dignitosa carriera, fatta di gioie meritatissime con l’Atalanta, con tanto di Nazionale sfiorata, fino all’apice delle 4 presenze in Champions, dove la Dea sogna ancora.

Il primo incrocio post-calcioscommesse tra Masiello e il Lecce tra le parti è arrivato in occasione di Atalanta-Lecce 3-1, gara alla quale Masiello, in panchina, non partecipò. Il trasferimento al Genoa ha cancellato la probabile visita al Via del Mare, ma la storia del campionato, con, di fatto, Genoa e Lecce intente a giocarsi l’ultimo posto a disposizione in A, ha messo ancora una volta di fronte le parti.

Domenica al Ferraris, Masiello  dovrà aiutare il suo Genoa a raggiungere la salvezza. Contro il Lecce. Sarebbe, in caso di impiego, la prima discesa in campo contro i salentini, “traditi” dal dietrofront personale dopo i verdetti della giustizia sportiva, che punirono il club presieduto allora dalla famiglia Semeraro per tentata combine. Ma non è tempo di parlare ancora una volta di quella salvezza, gioiosa sul campo ma dolorosissima per errori fatti (vi riproponiamo qui il nostro ricordo).

Degli uomini impegnati in Bari-Lecce 0-2, sul rettangolo verde domenica a Marassi, ci sarà soltanto Manuel Coppola, ieri centrocampista in panchina, oggi vice di Fabio Liverani. Il fatto che il giovane tecnico sia l’unico continuum con quei fatti può definitivamente dare ogni pensiero, anche ogni interprete, Masiello compreso, all’archivio storico ormai “pluri centodiecinale” del Lecce.

La storia del Lecce. Ecco, siamo tornati al passato. Una squadra che, nel suo piccolo, ha fatto il possibile nel panorama nazionale, togliendosi qualche soddisfazione con sudore, lacrime e sacrifici. E’ tempo di metterci una pietra sopra, è tempo di stringere la mano sportivamente. Il passato non torna. Il presente deve essere la voglia di costruire la copertina più bella di quella storia, centrando una salvezza memorabile dopo due promozioni di fila, impresa mai riuscita. Masiello o non Masiello.

Vincerà il migliore. Come ci auguriamo sempre sarà nel nostro amato calcio. Il migliore appunto. Ma nel calcio, come nella vita, vince anche chi potrà sempre camminare orgogliosamente a testa alta. I tifosi del Lecce, e sottolineo il soggetto, possono e potranno farlo nonostante le cicatrici sulla pelle portate addosso ancora oggi. 

 

 

 

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