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Il Mondiale, un vantaggio per la crescita del Lecce

La pausa del campionato sarà un periodo nevralgico per la crescita della squadra di Baroni. Lo ha confermato stamattina il presidente Sticchi Damiani in un’intervista al Corriere dello Sport.

Sette partite già giocate e otto da disputare prima della pausa per Qatar 2022. Nella sosta del massimo torneo nazionale, le squadre di A lavoreranno a ranghi ridotti senza i Nazionali impegnati nella kermesse mondiale, la prima d’inverno, la prima nel mondo arabo. Per le “piccole” come il Lecce questo sarà un piccolo vantaggio: si potranno affinare meccanismi di gioco, condizioni psicofisiche di singoli e automatismi. Pensando al calciomercato estivo dei giallorossi, poi, il vantaggio si raddoppia. Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera hanno cambiato veste alla rosa a disposizione di Baroni e molti elementi, anche importantissimi come Samuel Umtiti, sono arrivati alla fine della sessione con una condizione fisica da ricostruire mentre la Serie A viveva questo tour de force estivo.

Al riguardo si è espresso stamattina anche Saverio Sticchi Damiani nell’intervista resa oggi al Corriere dello Sport (qui il testo):Quello che posso dire e che essendo una squadra così giovane abbiamo uno straordinario margine di crescita rispetto altre società. La mia tabella è sulla sulla crescita della squadra. Ancora non abbiamo programmato nulla. Sarà un periodo però importante per lavorare con continuità a ranghi completi. Questa sosta può rappresentare per noi un punto di forza, perché non tutte le nostre concorrenti potranno lavorare con tutti gli effettivi a disposizione per un mese”.

Gli unici calciatori del Lecce che potrebbero sognare con qualche piccola probabilità una partecipazione a Qatar 2022 sono Morten Hjulmand e Marin Pongracic. Il capitano danese ha raccolto solo una panchina con la sua Nazionale in Nations League (Danimarca-Austria 2-0) e pare difficile, anche in caso di rendimento in crescendo, un suo inserimento nel reparto in cui figurano sulla carta Höjbjerg (Tottenham), Eriksen (Manchester United), Billing (Bournemouth), Jensen (Brentford) e Delaney (Siviglia). Per Delaney ed Eriksen, rispettivamente 31 e 30 anni sarà l’ultima possibilità di partecipare a un Mondiale.

Per Pongracic il discorso è simile. Il difensore centrale, 5 presenze con la Croazia, non gioca con la maglia biancorossa a scacchi dallo 0-3 contro l’Austria del giugno in Nations League. Nelle gerarchie del ct Dalic, considerando un’ideale composizione del roster centrali con quattro elementi per il Mondiale, ci sono Gvardiol (Lipsia), Sutalo (Dinamo Zagabria), Lovren (Zenit San Pietroburgo) più il senatore Vida (ora all’AEK Atene) e Erlic (Sassuolo).

 

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