D’Aversa in questo momento è secondo solo a Zeman. E’ questo il dato che emerge andando a guardare le prime ultime dieci stagioni in cui il Lecce è stato protagonista in Serie A. Il tecnico boemo nella stagione 2004/05, nelle prime 12 giornate era riuscito a mettere da parte la bellezza di 17 punti, che permisero a quella squadra di conquistare una salvezza abbastanza tranquilla, la stessa che è nella mente in questo momento del presidente Saverio Sticchi Damiani che sogna di non dover soffrire fino all’ultimo turno di campionato. Nella stagione 2004, a questo punto del torneo il gruppo capeggiato da Zeman era a metà classifica con un importante margine sulla zona retrocessione, una parte della graduatoria, che come oggi per la squadra di D’Aversa non ha mai visto i giallorossi protagonisti nelle ultime tre posizioni. Di allenatori prestigiosi, fino a questo punto però D’Aversa se ne messi non pochi alle spalle, infatti ha fatto meglio di De Canio, Delio Rossi, Cavasin e Liverani. Tra questi c’è anche Marco Baroni prossimo avversario del Lecce nel posticipo di lunedì 27 a Verona. Il confronto con il tecnico protagonista dell’ultima salvezza è nettamente a favore dell’allenatore abruzzese: più cinque in classifica, più tre gol messi a segno e lo stesso numero di reti subite. In particolare questo dato fa sorridere i tifosi di fede giallorossa che, nonostante la partenza di Umtiti, ad oggi non è variato il dato in termini di tenuta difensiva.
IL DATO. Se si prendono in considerazione esclusivamente le stagioni in cui il Lecce ha raggiunto la salvezza, il Lecce di D’Aversa sembra essere sulla strada giusta: due punti in più rispetto al Lecce di De Canio del torneo 2010/11, e addirittura meno nove in termini di reti subite, rispetto alla formazione allenata dal tecnico materano. Il divario più importante in termini di punti invece è rispetto al Lecce di Baldini del torneo 2005/06, una squadra che non diede mai l’impressione di poter centrare il traguardo salvezza. Al dodicesimo turno di campionato erano appena sette i punti conquistati, con appena 9 reti fatte e addirittura ventitre subite. C’è però chi ha fatto peggio sotto questo punto di vista. Per quanto riguarda le reti subite, la maglia nera se la dividono in due Fabio Liverani e Delio Rossi, ma il destino dei due allenatori alla fine della stagione è stato nettamente differente. Se infatti il romagnolo è riuscito a conquistare una clamorosa permanenza in A grazie ad un girone di ritorno che nessuno nel Salento ha dimenticato, discorso completamente differente per Liverani, l’uomo della doppia promozione, a cui è mancata la ciliegina sulla torta anche a causa del Covid che ha stravolto il campionato 2019/20.
D’Aversa in questo momento sembra essere sulla strada giusta per conquistare una salvezza che è alla portata di un Lecce che fino a questo momento non è mai stato coinvolto nelle ultime tre posti della graduatoria.









Basta con questi paragoni, adesso l’imperativo è di non farci togliere punti guadagnati sul campo.
Lecce-Milan 3-2…ma un solo punto!
Basta con questi complimenti del cavolo, il Lecce nelle ultime 7 partite ha fatto tre punti, non vjnce dal 22 settembre gara col Genoa, solo il Verona ha fatto peggio, 10 partite 2 punti, anche con la vittoria sul Milan, erano 5 punti in sette partite, roba da retrocessione, questi sono I fatti.
Non c’è che dire, state inventando un italiano tutto vostro, complimenti. Mi spiegate cosa vuol dire ” Le prime ultime stagioni”?
E poi, se scrivete “Se si prendono in considerazione esclusivamente le stagioni in cui il Lecce ha raggiunto la salvezza” perchè poi paragonale questo Lecce a quello di Baldini e di Liverani?
Bravi lo stesso però, date comunque spunti interessanti