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40 anni senza Ciro e Michele, Liguori a CL: “Esportiamo i loro valori anche oggi”

Nel giorno del quarantesimo anniversario dell'incidente in cui persero la vita i leggendari calciatori del Lecce Michele Lorusso e Ciro Pezzella, abbiamo ascoltato il ricordo del vicepresidente Corrado Liguori

Corrado Liguori racconta le sue personali memorie del maledetto 2 dicembre 1983, quando la notizia dell’incidente stradale in cui persero la vita Lorusso e Pezzella: “Il ricordo è indelebile, lo tengo fisso nella mente e nel cuore. Seguivo il Lecce già da tempo, avevo 15 anni, ricordo perfettamente che seguì tutte le edizioni dei giornali locali e nazionali che aggiornavano sull’evento. Sembrava una cosa assurda. Ricordo il dolore, fisico al cuore, per quello che successe. La società era indecisa se giocare o meno a Varese, alla fine si decise di giocare e la partita praticamente non fu giocata. Finì 0-0″.

Il vicepresidente continua: “Si era aperto un nuovo corso con Fascetti, si stavano per creare i presupposti per la prima promozione in A, secondo me magico e spirituale. Da ragazzino l’ho sempre associata alla spinta da lassù di Ciro e Michele. Ricordo lo striscione della Nord ‘Ciro e Michele, vivere nei nostri cuori non è morire’. Avevo l’età giusta per ricordare tutto”.

Lorusso, ancora oggi recordman di presenze con il Lecce, era un punto di riferimento per tutti i tifosi del Lecce: “Le prime volte che andavo allo stadio con mio padre da piccolo andavo giusto per vedere le sgroppate sulla fascia di Michele Lorusso. Lo incitavamo dalla tribuna dicendo ‘vai Michele, via Michele’. Ricordo quel gol che segnò alla Sampdoria quando riuscì a togliere il pallone dalle mani del portiere avversario Cacciatori (finì 1-1, era la Serie B 1978/1979, ndr). Anche Pezzella era straordinario, ci ha dato una grossa mano”

Liguori descrive i valori dell’US Lecce, mirati a onorare le bandiere: “Il calcio di oggi è cambiato, anche se noi siamo fortunati. Esportiamo i valori rappresentati da Ciro e Michele anche oggi. Questa società e questa direzione tecnica trova uomini con la U maiuscola e poi calciatori, li abbiamo nel nostro gruppo. Ricorderemo sempre Ciro e Michele, in particolare quest’anno che ricorre il quarantesimo anniversario. Rappresentano valori dello sport, comportamentali e di spogliatoio e anche nel modo in cui incitare e spronare i compagni a dare tutto per la maglia. I valori intrinsechi del calcio, quelli veri”.

Domenica contro il Bologna, l’undici allenato da Roberto D’Aversa scenderà in campo con la terza maglia rossa con stampati i volti di Lorusso e Pezzella. La decisione era stata già ufficializzata in estate a seguito della presentazione delle maglie per la stagione sportiva 2023/2024: Sarà un’emozione grande vedere la maglia con i volti di Ciro e Michele. Eravamo indecisi se tenere nascosta l’idea e fare una sorpresa o renderla nota già mentre presentavamo le maglie. Abbiamo dato enfasi alla decisione nel quarantesimo anniversario della scomparsa di due calciatori storici per questa società”.

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2 mesi fa

Per ragioni anagrafiche ho avuto la fortuna di dare la mano a Lorusso durante un’invasione di campo fatta per festeggiare una salvezza credo in serie B ( sono passati tanti anni ed ero un ragazzino)…forse 1979…

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