È un intreccio davvero interessante che conferma quanto il filo giallorosso sia lungo e arrivi spesso a toccare i successi di altre piazze. È il classico caso di chi ha respirato l’aria del Salento e ha poi saputo esportare quella mentalità altrove, dimostrando che la competenza tecnica unita alla capacità realizzativa è la formula perfetta per centrare grandi obiettivi.
Vedere Massimiliano Paci protagonista in panchina non sorprende chi lo ricorda in campo come il difensore del Lecce dei miracoli. Sotto la guida di Zdeněk Zeman nella stagione 2004/2005, Paci faceva parte di una squadra che ha fatto la storia per il suo calcio spregiudicato. Quel pareggio per 2-2 contro il Siena di cui parli fu un momento iconico di quel campionato, in un’annata in cui il Lecce chiuse con il secondo miglior attacco della Serie A, dietro solo alla Juventus. Aver lavorato con il boemo lascia inevitabilmente un’impronta tattica e una cultura del lavoro che Paci sta evidentemente mettendo a frutto nella sua carriera da allenatore.
Su Giancarlo Malcore, il termine assoluto protagonista non è affatto un’esagerazione. Non è da tutti scendere di categoria dopo una stagione esaltante in Serie C come quella vissuta con il Casarano. La sua decisione di tornare in D per abbracciare un progetto nel Nord Barese dimostra che, oltre alle doti tecniche, possiede una leadership che va oltre i semplici numeri dei gol segnati. Malcore ha ormai un legame viscerale con il calcio pugliese e averlo in squadra in questa categoria rappresenta una garanzia assoluta per puntare al salto di qualità.








