Checco Lepore non si ferma e dopo l’ultima promozione, dalla D alla C con la Folgore Caratese, aspetta un’altra chiamata. Il contratto con la Folgore non è stato rinnovato nonostante la disponibilità del calciatore ma il messaggio è chiaro: Checco ha ancora voglia di giocare e mettere al servizio la propria esperienza.
Preparazione
Senza squadra, Lepore lavora a Brescia con altri calciatori tra cui Ernesto Torregrossa. “Sto bene e mi sto allenando – racconta a LaCasadiC-. Sto svolgendo un lavoro estivo a Brescia con Stefano Brasetti, insieme a Torregrossa e ad altri giocatori. Voglio farmi trovare pronto, perché la mia intenzione è continuare a giocare. Quando ho firmato con la Folgore ero ad Altamura, in Serie C. Stavo benissimo, giocavo e non avevo chiesto di andare via. Poi è arrivata questa chiamata: mi hanno chiesto di dare una mano per provare a vincere il campionato e ho accettato con grande entusiasmo. Si era parlato anche della possibilità di proseguire insieme in caso di promozione. Io ho cercato di dare tutto quello che avevo e sono felice di aver contribuito al raggiungimento dell’obiettivo”.
Il mancato rinnovo
E sulla mancata permanenza: “Ho dato la mia disponibilità a restare, anche accettando di partire dalla panchina. La società sta facendo le proprie valutazioni. Ci aggiorneremo più avanti, ma nel frattempo è giusto che io prenda in considerazione anche altre opportunità. Restare mi avrebbe fatto piacere, soprattutto per la vicinanza alla mia famiglia, ma guardo avanti con grande serenità e con la consapevolezza di aver dato il mio contributo alla promozione”.
Mercato
Lepore è anche il procuratore di sé stesso: “Paradossalmente ho più mercato in Serie C che in Serie D. Alcune società sono interessate, ma prima devono liberare dei posti: ci sono le liste, il salary cap e diversi incastri da sistemare. Bisogna avere pazienza. Non ho un procuratore, quindi molte chiamate le sto facendo direttamente io ai direttori e agli allenatori. Alla mia età posso permettermelo: nella peggiore delle ipotesi ci siamo fatti una chiacchierata e salutati. La priorità sarebbe restare al Nord, perché vivo a Palazzolo, tra Brescia e Bergamo, e vorrei rimanere vicino alla mia famiglia. Prenderei in considerazione anche una Serie D della zona, purché ci siano una società seria, ambizioni e la possibilità di lavorare bene. Per la Serie C valuterei anche una squadra del Sud, se ci fossero i presupposti giusti”.
Cura
A 41 anni, Lepore è un professionista che può dare tanto su più campi: “Posso, e voglio dare ancora tanto, sia dal punto di vista tecnico e tattico sia sotto l’aspetto umano. Ad Altamura, per esempio, cercavo di far capire anche l’importanza di alcuni dettagli, come la vasca del ghiaccio e il recupero. Possono sembrare piccole cose, ma fanno la differenza. Cerco di trasmettere ai ragazzi il valore del lavoro extra, anche nel giorno libero, e dell’aspetto mentale. Chioccia? Bisogna dare l’esempio con i fatti, in campo e fuori. Io sono disponibile anche a essere una seconda scelta e a partire dalla panchina, purché le cose vengano dette con chiarezza fin dall’inizio. Se accetto un ruolo, poi non posso andare dopo due mesi dal direttore o dall’allenatore a chiedere perché non gioco”.
Dopo il campo
Quando arriverà il momento di smettere, Lepore, che ha già conseguito il corso da club manager e sta per iniziare quello da direttore sportivo non vorrà lasciare il calcio: “Sono ruoli che mi piacerebbe ricoprire. Il corso da club manager mi ha aiutato a comprendere come si muove una società dall’interno. È una figura che può funzionare soprattutto in una piazza nella quale hai lasciato qualcosa e conosci la città, i tifosi e la storia”.
Lecce
Il sogno è rientrare a Lecce con un ruolo diverso: “Sì, sarebbe perfetto perché è casa mia. Sarebbe fantastico. Il presidente Saverio Sticchi Damiani sa che mi piacerebbe, siamo in contatto, anche se in questo momento ha naturalmente tante altre cose alle quali pensare”.








