Patrick Dorgu ritrova i viola al Via del Mare otto mesi dopo la clamorosa rimonta del Lecce di D’Aversa conclusa proprio dal primo, entusiasmante, gol in A. Da quel destro a giro con una certa dose di rischio insaccatosi alle spalle di Terracciano dopo il tocco all’incrocio ad oggi di simile c’è solo l’atmosfera attorno alla squadra. Anche se la classifica in zona retrocessione è corta, i salentini devono reagire dopo un avvio tutt’altro che positivo in fase realizzativa. Ora come allora: prima dell’insperata vittoria con la Fiorentina, D’Aversa stava cercando di contenere il fisiologico calo culminato poi con il suo esonero dopo la sconfitta interna col Verona.
Per Dorgu, c’è stata di mezzo un’estate da gioiello in vetrina con tante offerte rifiutate dal Lecce. Il valzer dei corteggiamenti iniziato dal Milan e continuato col Napoli dopo i sondaggi di mezza Europa, non ha convinto Pantaleo Corvino a dire sì ad alcuna proposta. Dorgu, seguendo anche le indicazioni del suo entourage, ha accolto bene un altro anno nel Salento, calandosi appieno nel progetto tattico di Gotti. Dopo i test estivi nel quartetto di difesa, anche da difensore centrale, Dorgu è tornato a giocare sulla trequarti per dare brio all’attacco del Lecce con i suoi strappi. In una serata di fine estate, Pat ha anche debuttato in nazionale segnando un gol nell’amichevole contro la Svezia, entrando così di fatto come punto fisso della lista.
A due giorni dalla sfida contro la squadra oggi allenata da Palladino, Dorgu ha ufficializzato il prolungamento del contratto con scadenza 2029. Sul piano tattico, lo schieramento a destra imposto da Gotti quest’anno divide la tifoseria, in quanto l’asse Gallo-Dorgu sulla sinistra era una delle armi più performanti del primo Lecce gottiano. Posizionare Dorgu sull’altro versante ne esalta le incursioni per vie centrali ma, di fatto, lo depotenzia nella ricerca del fondo, a maggior ragione con un avversario diretto attento a quest’aspetto. Tra la via per diventare (quasi sicuramente) la più grande plusvalenza della storia del Lecce e la ricerca dell’incisività per spingere la squadra al punto più alto della storia…c’è anche la Fiorentina.
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