La richiesta di coraggio inoltrata alla squadra da Di Francesco è andata inevasa. Il Lecce è stato spesso alle corde a San Siro e la partita, sbloccata subito dal gioiello di Pulisic, è stata una corsa per coprire gli spazi creati dai palleggiatori del Milan fino al punto di rottura dato dal 2-0 di Rabiot. Ciò che è successo dopo è utile ad annali (gol di Moreira) ed highlights (tiri di Ngom e soprattutto Fatah neutralizzati da Maignan).

nella foto: gol Christian Pulisic
Come metterlo sul campo?
Come si sarebbe potuto tradurre sul campo il coraggio richiesto dallāallenatore? Proviamo a rispondere parafrasando anche quanto detto nel post-partita. Fare bene a tratti, operando delle buone pressioni difensive, certamente non basta. La strenua difesa sfianca ed espone a quei cali di concentrazione che non ti fanno stare acceso per tutta la gara.
Per stare acceso, il Lecce doveva sfruttare meglio qualche profonditĆ evitando errori di passaggio in almeno cinque situazioni del primo tempo in cui si sarebbe potuti arrivare al tiro. La frenesia mentale nellāattaccare con poco palleggio una squadra tanto più qualitativa non deve far perdere contatto da ciò che quotidianamente Di Francesco vuole insegnare in attacco: conquista del fondo e, da lƬ, palle buone da mettere in mezzo con posizionamento giĆ scelto in anticipo.
Per dare dei simboli,Ā il coraggio del Lecce sicuramente non si ĆØ visto in un Coulibaly arruffone palla al piede o quando Siebert si ĆØ fatto rimontare almeno tre metri da Pulisic sullā1-0. Di conseguenza, il coraggio ĆØ tentare giocate di qualitĆ senza aspettare palla al piede e, per quanto riguarda il tedesco, correre allāindietro e affrontare i duelli con rabbia. Questo ĆØ il minimo per aver speranze di non affondare.
Ora la sosta
I sei punti in classifica con due scontri diretti vinti rappresentano un buon bottino, anche superiore ai ācalcoliā dāinizio stagione. Nellāinedito lungo stop di inizio autunno però, il Lecce deve restare guardingo e lavorare tanto per migliorare. I due successi, continuando una sorta di lettura tra le righe del Di Francesco pensiero, non fanno dormire assolutamente sonni tranquilli. CāĆØ tanto da migliorare (lo abbiamo sentito più volte ed ĆØ giusto alla 5° di Serie A), a partire da un attacco che ancora non ha contribuito al gol.
Come si potrebbe titolare e il miglioramento che il Lecce dovrĆ raggiungere? Proviamo. In questa stagione, Di Francesco ha chiesto una squadra più sbarazzina, produttiva e coraggiosa, capace anche di prendersi qualche rischio in più rispetto alla compattezza e alla difesa un poā più bassa di questa stagione. Bene, nella trasmissione e assimilazione di questi concetti dal credo dellāallenatore allāesecuzione dei calciatori passa una buona fetta di rendimento in questo girone dāandata.

nella foto: Luka Modric-Nikola Stulic
Cerchiamo di essere meno astratti. Contro Venezia e Monza il Lecce ha saputo far capitalizzare al meglio gli episodi della gara. In laguna, Gorter ha interrotto il predominio territoriale avversario nel primo tempo e i piedi di Ilic hanno messo a nudo gli errori di piazzamento dei brianzoli. In Serie A, quando devi salvarti, si vince (spesso) anche cosƬ, ma a questo punto dellāannata oltre ai risultati va guardata la prestazione.
Il rovescio della medaglia, detto giĆ dellāattacco, si può specificare nel miglioramento dellāattacco a campo aperto (per accendere Monteiro in attesa del ritorno di Geubbels) e nellāabbassamento dellāesposizione della difesa. Ad oggi, il Lecce subisce tanto. Il metronomo Ilic deve guadagnare il ritmo partita, ma con lui vanno divisi i compiti di schermo per soffrire di meno. Maleh ha detto apertamente la sua preferenza per la posizione di mezzala, Coulibaly di fatto ĆØ spesso lāelemento più vicino a Stulic per soffrire di meno e Ngom va rilanciato come Kaba.
Singoli
Lāinedito e lungo stop arriva anche a chiusura di un momento, causa calciomercato, vi erano meno certezze. Passato lāinizio estate con ambizioni emiliane non realizzate, Di Francesco ha scelto il gioco e la proposta per legittimare lāimportante salvezza dellāanno scorso. Dopo Lecce-Roma, il tecnico parlava di āpossibili rivoluzioni in rosaā. Questi cambiamenti non sono arrivati e le componenti devono unirsi al massimo con concentrazione e focus (altro Di Francesco docet) per la causa comune. Lecce deve costruire una statua a Falcone dopo la mostruosa stagione 2025/2026. Il capitano (giusto per sottolineare lāimportanza) ieri ĆØ stato sƬ presente ma anche distratto, non solo nel goffo autogol annullato dal gol di Pavlovic. Gallo ha prolungato e Gaspar–Danilo Veiga, ormai tra i senatori, devono crescere in continuitĆ difensiva.
Il torcicollo ha tenuto fuori dalla partita Tiago Gabriel. Il portoghese, fresco di rinnovo di contratto con il Lecce giĆ pattuito a fine calciomercato, non ha potuto sfidare il Milan dopo i contatti e le “offerte” da parte del fortissimo procuratore Jorge Mendes, agente dei milanisti Goncalo Ramos e Moreira e, tra le righe, deus ex machina, dellāarea tecnica del club rossonero presieduto da Gerry Cardinale, ieri a San Siro. Al netto della convocazione nel Portogallo Under 21, un grande pezzo di stabilitĆ del Lecce passa anche dalle prestazioni dei leader difensivi che lāanno scorso hanno fatto tanto. In attesa della cura Di Francesco per gli attaccanti…
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Lascia perplessi il numero di goal subiti nelle cinque partite sin qui disputate 10, media 2 goal a partita che significa 76 goal come dato finale.