Il Lecce da quattro, lunghissime giornate non riesce a regalare ai propri tifosi la gioia del gol. E quante volte, nelle stesse partite, abbiamo assistito in situazione in cui i tempi sbagliati di un pallone, orizzontale o verticale che fosse, ha fatto sfumare potenziali situazioni pericolose? La risposta potrebbe essere anche e soprattutto qui.
E’ fin troppo facile, quando una squadra sta peccando negli ultimi 15 metri, dare tutta o gran parte della colpa agli attaccanti. Krstovic in primis, lo stesso montenegrino che di palloni puliti per colpire non ne riceve da Parma. Senza mettere però il giusto focus sulla costruzione, fin troppo macchinosa, delle manovre offensive.
Al Lecce non mancano le idee, ma stanno mancando convinzione e qualità per concretizzare le stesse. Il concetto di giro palla è giusto per entrambe le fasi, piaccia o meno a livello stilistico e/o filosofico. Il punto è che può aver senso cercare di ovviare a pressing e compattezza avversari se i ritmi del palleggio sono adeguati all’obiettivo che si vuole perseguire. Troppe volte in queste settimane abbiamo infatti assistito a situazioni di parità o addirittura superiorità numerica in cui la lentezza del possesso salentino abbia fatto agevolmente recuperare posizione a chi era dapprima rimasto sorpreso.
Creare spazi per Krstovic&Co diventa così molto complicato. Soprattutto contro le squadre di medio-alta classifica serve cercare quello step d’intensità in più. Se la qualità è quella e di certo non può cambiare da un giorno all’altro, qualcosa si può fare sotto il profilo delle scelte e della rapidità in cui vengono prese. Perché il Lecce non è certo squadra che può permettersi di aprire spazi a ripetizione usufruendo di sventagliate alla Modric, inserimenti alla Bellingham o dribbling alla Vini jr. Quindi, quando si è bravi ad aprire situazioni potenzialmente buone, serve portare a casa l’azione. Se non in quanto a finalizzazione vincente, almeno mettendo gli attaccanti in condizione di concludere un po’ di più di quanto fatto di recente.
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Anche se arrivano i cross…il problema ..e che Histivich li manda in Tribuna….sto bidone..
Troppi infortuni e qualche calo di formahanno reso il Lecce opaco ed evanescente.Non capisco niente di tattica ma , secondo il mio modo di vedere, il Lecce dovrebbe evitare il gioco partendo dal basso. Lo ha detto persino il “friulano” che non l’ho mai visto come un leccese verace. Il gioco dal basso oltre ad essere rischioso comporta una notevole perdita di tempo soprattutto quando una squadra è in svantaggio e deve recuperare. È un mia impressione ma ne sono convinto.
Lenti, senza ritmo e senza cattiveria agonistica 🤬
CORVINOOOOO fatti un’esame di coscienza una volta tanto.
Un bel casino. Affidiamo a San Oronzo
Lenta e soprattutto non abbiamo giocatori che la buttano dentro.poveri noi tifosi 💛❤️ci vuole un miracolo se ci salviamo.
Il calcio è un gioco molto semplice va solo interpretato con semplicità.poi può esserci un Allenatore ogni 20 anni che apporta delle nuove idee nuove tattiche ma quest nn vuol dire che le possano applicare tutte le squadre perché gli organici e le caratteristiche dei giocatori sono diverse.ed ecco che interviene l Allenatore CAPACE.mi spiego meglio amici tifosi.se il Lecce affronta L Inter con il suo organico da paura e mette in campo un centrocampo a 5 il Lecce nn può mettere il centrocampo a 3. È perdente in partenza quindi caro mister le tue idee vanno modificate in funzione di ciò che l avversario. Si chiama saper preparare e leggere una partita e mettere da parte l orgoglio del proprio credo nel 4-3-3.lo stesso andava fatto dopo 20 minuti con l Udinese. Fuori rafia nn in condizione e passare ad un centrocampo a 4 ma anche a 5.
E poi nel calcio vince chi segna nn chi si didende.pertanto cari Allenatori tutti quando una squadra ha un calcio d angolo a favore e fa scendere i colpitori di testa in area il calcio d angolo va messo direttamente nell area nn da azione offensiva a difensiva perché passiamo il pallone al centrocampo per poi tornare al portiere.e così facendo quando segna la squadra?
Ai miei tempi ci imparava cose semplici ma che concretizzavano gli scambi sino ad arrivare nell area avversaria per provare a fare gol.ora un giocatore arriva Silla tre quarti avversaria invece di fare un cross in area torna al proprio portiere.mi sembra che nn cosista in questo il gioco del calcio. E potrei scrivere tante altre dinamiche molto semplici e scontate che vengono fatte all inverso.
Nel calcio si fanno cose semplici ma concrete.cari Allenatori nn impegnati a scoprire ol niente.fate cose semplici e buttiamo la palla nell area degli avversari così possono segnare gli attaccanti.forza Lecce sempre.e w il gioco del calcio.
Solo passaggi orizzontali e lenti ogni volta che si deve ripartire sembra che i nostri si ripassa la lezione e poi eseguono gli “schemi”.
Pensa se si possa impensierire l’avversario con quella lentezza programmata.
Giocatori è ritmi da terza categoria
Non capisco perchè si continua a dare responsabilità ai giocatori, se la qualità è quella, cosa vogliamo? La canapa non sarà mai seta, in una partita sono più i passaggi indietro che quelli in avanti e questo dato di fatto la dice lunga. Le nostre partite sono ripetitive, appena il pallone arriva ad un giocatore, sappiamo già cosa farà ed i nostri avversari ancora di più. Il povero Kristo si danna l’anima nel deserto d’attacco e l’unico e solo capace di saltare l’uomo, Banda, ha dimostrato una fragilità non sospettata e non vorrei che diventasse un secondo caso Dermaku il re dell’infermeria. Gli interrogativi sono tanti, specialmente sui nuovi arrivi, ma più che noi dovrebbe farseli Corvino quando finisce di autocelebrarsi per le plusvalenze.
Troppo lenti e prevedibili. Mi sembra il periodo pre-addio di gotti o d’aversa… Che lo spogliatoio sia di nuovo sfasciato e vogliano mandar via anche Giampaolo?