PERCORSO. “Ho iniziato la mia carriera da dirigente chiamato da Corvino a fine 2020. Ero già stato nel Lecce da giovane calciatore, essendo cresciuto nel settore giovanile giallorosso. E’ un ritorno che mi ha dato grande emozione. Per me è un vantaggio lavorare nello stesso club in cui sono cresciuto, perché capisco cosa provano”.
GIOVANILI. “Essendo entrato con un ruolo manageriale relativo a tutto il settore giovanile rappresentavo da subito gli occhi del club sui campi, alla ricerca di spunti per migliorare. Così andavo al Kick Off per vedere come funzionassero le cose in tutte le squadre, a partire dai piccolini, così come al convitto per constatare con impegno come funzionasse la struttura. Nei primi anni ho avuto tantissimo da imparare”.
VISIONE CORVINO. “Nell’anno del mio arrivo la Primavera ottenne il salto in Primavera 1. Il direttore Corvino, da vero visionario come sempre, aveva percepito che la Primavera non fosse più un campionato giovanile ma un campionato a parte. Così Corvino mi chiamo per chiedermi di passare dal settore giovanile al club manager esclusivamente della Primavera, perché c’era bisogno di curarla ancor più nei dettagli, così mi sono concentrato solo su quella squadra per la crescita mentale e tecnica dei ragazzi. Il nostro obiettivo è migliorare le loro potenzialità e che diventino qualità conclamate. In un club come il Lecce non possono certo arrivare calciatori completi e finiti, ma da forgiare. Stiamo facendo un lavoro certosino per far arrivare elementi in prima squadra e credo che il metodo che ci ha trasferito il direttore sia quello giusto”.
PRIMAVERA. “Trattiamo la Primavera come una prima squadra in tutto e per tutto. Abbiamo avuto fino a quest’oggi difficoltà strutturali, ora il centro sportivo ci darà una grossa mano. Per ora però è necessario sopperire a difficoltà con un grandissimo lavoro. Io sono gli occhi sulla Primavera del direttore Corvino, che è aggiornato su tutto ogni giorno. Ragioniamo su tutti gli aspetti che vanno migliorati e che si possono migliorare di conseguenza. Cerchiamo di essere sempre presenti per i nostri ragazzi, che vengono soprattutto da campionati stranieri”.
MENTALITA’. “Il rischio che si può correre con il prendere ragazzi dall’estero è che possano giocare soprattutto per sé. Per questo da subito puntiamo con il creare in loro un importante senso d’appartenenza. Lavoriamo sul tecnico, perfezioniamo il calciatore ma ci teniamo tantissimo alla mentalità. Per questo devono sposare in fretta tutto quello che rappresenta l’Unione Sportiva Lecce. Si gioca per il Lecce, non per sé stessi. E’ anche da questo che arrivano i risultati”.
DORGU. “E’ un esempio perché non ha mai saltato un allenamento, una gara di Coppa o campionato. Non ha mai detto qualcosa fuori dalle righe né si è mai esaltato. Lo porto come grande esempio di serietà. E parliamo di uno arrivato con delle carenze che abbiamo migliorato. Bisogna sempre migliorare gli aspetti carenti, perché quello che hai già va solo coltivato”.
SCUDETTO. “E’ stato un capolavoro, la ciliegina di un modello che ti porta ad avvicinare tanti ragazzi alla prima squadra. Ci sta dando tantissime soddisfazioni. Burnete, Berisha, Dorgu, Gonzalez, Corfitzen oltre ad altri che gravitano attorno alla prima squadra. E’ un modello giusto che cerchiamo di valorizzare sempre di più”.
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Visionario…ma comu mi lu liscianu bbuenu lu culu ahhh?
Ma purtroppo non ci sono più le mezze stagioni
infatti abbiamo vinto il campionato un paio di anni fa, e dei 22 della primavera, solo Dorgu e’ esploso.
Accondiscendenti con la societa’… che giornalisti siete?
Le visioni in estasi dionisiaca sul colle di vernole
Se specialmente se la prima squadra retrocede….
Ma x favore
Un parere assolutamente super partes…
Negli ultimi due anni tutti gli investimenti fatti non hanno portato nessun calciatore che possa dare una mano alla prima squadra, il gioco espresso è ai minimi termini, non si riesce a portare un giocatore dall under 15 o 16 in prima squadra, si va ogni anno a prendere 16/17 giocatori da tutto il mondo per cercare di fare un campionato, non credo che stia andando tutto in maniera perfetta, mi saluti il visionario e gli riferisca del fatto che abbiamo affrontato un campionato in serie a senza un play e con un unico attaccante di ruolo
Quanto è posaturo stu nunnu