Thorir Helgason punta a un posto da titolare con tanto di ruolo di primo piano nel Lecce 2025/2026. Uno scenario difficilmente ipotizzabile dodici mesi fa, quando il 24enne, reduce dal positivo prestito in Zweite Liga all’Eintracht Braunschweig, sperava in un’offerta giusta da parte del club teutonico per rimanere. La proposta dalla Germania però fu considerata bassa ed Helgason, considerato non utile per il progetto tecnico di Gotti, rimase fuori rosa.
L’andamento noto dello scorso anno ha però portato l’arrivo di Giampaolo, tecnico amante dei giocatori tecnici. L’ulteriore congettura dettata dall’infortunio di Banda indusse il Maestro a spingere per il reintegro di Helgason, osservato in allenamento fin dalle prime sedute e lanciato in campo già dalla prima partita (Venezia-Lecce 0-1) in cui ha cambiato uno scacchiere in cui prima di allora davanti c’era Rafia.
Nel corso della stagione, Helgason è stato l’ago della bilancia per le interpretazioni tattiche di Giampaolo, da 4-3-3 a 4-2-3-1 quasi puro in certi match. Il ragazzo di Hafnafjordur si è mostrato più dotato fisicamente e più a suo agio nel palcoscenico di Serie A rispetto al primo passaggio nel 2022/2023. Il suo ruolo tra le linee ha dato brio e linee di passaggio più innovative al Lecce. Dai suoi piedi sono nati ben 4 assist in 21 partite per 1157’ totali di gioco divisi su 13 partite giocate (8 da titolare).
Nel mentre Helgason si faceva notare, l’area tecnica del Lecce ha esteso il suo contratto patrimonializzando la sua crescita. L’arrivo di Di Francesco ha cambiato l’interpretazione del 4-3-3 soprattutto in mediana e, sin dai primi test durante il ritiro di Bressanone, Helgason è stato spostato nello slot di mezzala sinistra. Ad alternarsi con lui, secondo i dettami di DiFra, è Berisha in una sorta di coppia fatta di elementi dotati tecnicamente ed autorizzati a compiere più scorribande offensive.
A una settimana dal primo impegno ufficiale, la sfida di Coppa Italia contro la Juve Stabia al Via del Mare domenica alle 20.45, Di Francesco dovrà capire come permettere ad Helgason di essere ancora una volta una fonte di giocate utili per gli attaccanti. Nell’ultima amichevole del precampionato domani a Monopoli emergeranno ulteriori segnali.
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Sono contento per Helgason, un bravo ragazzo oltre che giocatore con una buona visione di gioco e grandi margini di crescita.
con tutto il rispetto per il ragazzo non è un calciatore di A negli ultimi anni ha avuto fatica a trovare squadre di B .se dopo 5 o 6 anni che sta ancora a lecce e grazie a suo padre corvino
Al centro della creatività!? Diego Armando Helgason
Helgason l unico tecnico in un centrocampo pieno di calciatori di rottura magari ne avessimo qualcun altro come lui o meglio ancora superiore….non c’entra assolutamente niente con pierret
Condivido pienamente
E stamu appostu allora… Tra lui e Pierret lentezza allo stato puro…
Mai un commento positivo? Per ogni calciatore hai sempre una lettura critica.
Se parliamo dei Banda, Ndri,Helgason,Kaba,Rafia,Pierret come fai ad essere positivo ?! Dopo che hanno fatto più prestazioni deludenti che altro nessuno di questi ha dimostrato di poter giocare in A!?
Come si fa a fare giocare PIERRET se non si fosse infortunato col Torino non sarebbe entrato Ramadami (goal meraviglioso) e addio salvezza e per fortuna con la Lazio non ha giocato.