Delle sette marcature messe a segno finora in questa stagione dal Lecce, ben tre sono arrivate grazie alle scelte operate a gara in corso. Un dato che testimonia l’importanza dei cambi e della profondità della rosa giallorossa. Due di queste reti portano la firma di Konan N’Dri, mentre una è stata realizzata da Francesco Camarda. Le restanti quattro marcature, invece, sono state siglate da Berisha, Coulibaly, Sottil e Tiago Gabriel, a conferma di una buona distribuzione del potenziale offensivo all’interno della squadra.
L’unico gol che, finora, ha portato punti in classifica è proprio quello di Camarda, giovane talento classe 2008, che ha realizzato il suo primo gol in Serie A nel recupero della gara contro il Bologna. Una rete pesantissima arrivata sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con un perfetto inserimento in area e un colpo di testa che ha gelato lo stadio Dall’Ara, regalando al Lecce un pareggio insperato ma meritato.
Meno fortunato, almeno in termini di risultati, è stato N’Dri, autore comunque di due prodezze che hanno strappato applausi. Entrambe le reti, contro Udinese e Atalanta, sono arrivate con il suo marchio di fabbrica: un sinistro a giro sul secondo palo, preciso e potente, che non ha lasciato scampo ai portieri avversari. Due gol spettacolari, che però non sono bastati per conquistare punti preziosi nella corsa alla salvezza.
In questa particolare statistica – quella dei gol realizzati da giocatori subentrati – il Lecce si posiziona nelle zone alte della graduatoria. Con l’esonero di Igor Tudor, infatti, Eusebio Di Francesco è attualmente in testa alla classifica dei tecnici che hanno ottenuto più gol dai propri cambi, a quota tre, alla pari con Fabio Grosso.
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