Più tre punti rispetto all’anno scorso per il Lecce. Il rinvio della gara contro l’Inter, in Arabia Saudita per la Supercoppa Italiana, permette a Di Francesco di tracciare dei bilanci con più serenità. Dopo 15 partite, i giallorossi hanno 16 punti in graduatoria e l’ultimo gol, da tre punti, l’ha messo a segno Nikola Stulic, l’elemento più discusso, il centravanti ancora a secco prima di Lecce-Pisa.
Centravanti
La sterilità offensiva delle punte resta un problema anche dopo la prima del serbo. Con il gol segnato da Camarda nella partita della svolta contro il Bologna (2-2), sono solo due le reti degli attaccanti centrali del Lecce. La differenza rimbalza nella memoria visto il passato recente di una squadra che, guidata da Giampaolo, è stata sportivamente “schiava” del bottino del montenegrino (3 dopo 15 partite, 11 a fine stagione). Il dato aggregato dei gol dopo 15 partite, però, ci dice che il Lecce di Di Francesco ha segnato 11 gol (19 subite) contro gli 8 della stagione passata (con 26 reti subite).
7 in gol
La differenza più evidente è data dal più ampio ventaglio di marcatori. Dopo 15 partite della stagione 2024/2025, il Lecce aveva in dote 3 gol di Krstovic e 3 di Dorgu, due trascinatori diventati poi corpose plusvalenze. A 1 gol c’erano poi Pierotti e Rebic. Quest’anno mancano sì i centravanti ma ci sono più goleador: 2 gol per Coulibaly, Berisha e N’Dri, 1 per Camarda, Stulic, Tiago Gabriel, Banda e Sottil. Si attende ancora il primo squillo di Pierotti, Morente e di altri centrocampisti come Kaba (in gol in Coppa Italia con la Juve Stabia), Alex Sala e Ramadani più, magari altri punti dai difensori (Gaspar e Gallo contano gol rispettivamente in Coppa Italia e Serie B ).
Mister
Ben 4 reti arrivano dal centrocampo, reparto che l’anno scorso ha contribuito solo negli storici gol del finale di campionato con Torino e Lazio. La più numerosa partecipazione al gol è un’altra espressione dell’assimilazione dei dettami di Di Francesco. L’allenatore ha creato un’identità chiara alla sua squadra, equilibrata dal punto di vista difensivo (non si spiegherebbero altrimenti i 6 clean sheet di Falcone) che necessita di più coraggio e personalità al momento della rifinitura.
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