Da Krstovic-Dorgu al doppio dei goleador. Più soluzioni per il Lecce 2025/2026

Dopo 15 giornate, i giallorossi hanno messo a segno 11 reti, 3 in più della stagione passata allo stesso punto. In gol otto elementi contro quattro dell'anno passato.

Più tre punti rispetto all’anno scorso per il Lecce. Il rinvio della gara contro l’Inter, in Arabia Saudita per la Supercoppa Italiana, permette a Di Francesco di tracciare dei bilanci con più serenità. Dopo 15 partite, i giallorossi hanno 16 punti in graduatoria e l’ultimo gol, da tre punti, l’ha messo a segno Nikola Stulic, l’elemento più discusso, il centravanti ancora a secco prima di Lecce-Pisa.

Centravanti

La sterilità offensiva delle punte resta un problema anche dopo la prima del serbo. Con il gol segnato da Camarda nella partita della svolta contro il Bologna (2-2), sono solo due le reti degli attaccanti centrali del Lecce. La differenza rimbalza nella memoria visto il passato recente di una squadra che, guidata da Giampaolo, è stata sportivamente “schiava” del bottino del montenegrino (3 dopo 15 partite, 11 a fine stagione). Il dato aggregato dei gol dopo 15 partite, però, ci dice che il Lecce di Di Francesco ha segnato 11 gol (19 subite) contro gli 8 della stagione passata (con 26 reti subite).

7 in gol

La differenza più evidente è data dal più ampio ventaglio di marcatori. Dopo 15 partite della stagione 2024/2025, il Lecce aveva in dote 3 gol di Krstovic e 3 di Dorgu, due trascinatori diventati poi corpose plusvalenze. A 1 gol c’erano poi Pierotti e Rebic. Quest’anno mancano sì i centravanti ma ci sono più goleador: 2 gol per Coulibaly, Berisha e N’Dri, 1 per Camarda, Stulic, Tiago Gabriel, Banda e Sottil. Si attende ancora il primo squillo di Pierotti, Morente e di altri centrocampisti come Kaba (in gol in Coppa Italia con la Juve Stabia), Alex Sala e Ramadani più, magari altri punti dai difensori (Gaspar e Gallo contano gol rispettivamente in Coppa Italia e Serie B ).

Mister

Ben 4 reti arrivano dal centrocampo, reparto che l’anno scorso ha contribuito solo negli storici gol del finale di campionato con Torino e Lazio. La più numerosa partecipazione al gol è un’altra espressione dell’assimilazione dei dettami di Di Francesco. L’allenatore ha creato un’identità chiara alla sua squadra, equilibrata dal punto di vista difensivo (non si spiegherebbero altrimenti i 6 clean sheet di Falcone) che necessita di più coraggio e personalità al momento della rifinitura.

Redazione

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