Ā«Le cose si sono messe male da gennaio di quest’anno. Purtroppo non ci siamo accordati e poi non ho trovato un altro impiegoĀ».Ā Beto Barbas saluta il Salento e dopo tre anni torna in Argentina. Ha lavorato a Racale, ha allenato i giovani ma ora ĆØ il tempo di andare via e di tronare a casa. E non per una libera scelta.Ā Ā«Non faccio i nomi di chi mi ha permesso di tornare qui e neanche di chi non mi ha aiutato, tanto loro lo sannoĀ».
Il racconto
Sua figlia Maria Victoria, la più piccola, ĆØ in attesa di un bambino. Si chiamerĆ Santiago. «à la notizia più bella che ho avutoĀ», dice, e per un momento la voce cambia registro. La famiglia, in fin dei conti, ĆØ stata una bella soddisfazione, per Juan Alberto: Ā«Anche se ci siamo lasciati con mia moglie, Adriana, siamo in buoni rapporti. Le altre figlie si chiamano Gabriela, primogenita, e Daniela la seconda, che mi ha dato la nipotina AntoniaĀ». Sul lavoro con i ragazzi del Racale, non ha dubbi: Ā«Quando aiuti una squadra a fare qualche passo in più di come l’hai trovata, vuol dire che qualcosa sei riuscito a lasciare. Me ne vado con la testa alta per aver fatto un lavoro per beneĀ».Ā
L’addio
Ā«Mi sono ringiovanito. Per la strada la gente mi ferma come se avessi appena segnato al Genoa. Gente che non mi ha visto giocare e mi dice: āTi voglio bene perchĆ© me ne parlava mio padreāĀ». E aggiunge: Ā«So che mi hanno apprezzato e amato come uomo ancor più che come allenatore e tanto mi basta. Non voglio dire che un domani non torni. Per un progetto importante, sicuramente tornerò. Il Salento per me ĆØ tutto: il clima, il cibo, la gente ĆØ spettacolareĀ».
L’articolo suĀ La Gazzetta del MezzogiornoĀ di Andrea Aufieri.
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Osservatore in Argentina potrebbe pure farlo magari scova qualche gran talento dalle serie minori — che sicuramente ci sono
Con tutto il rispetto per il giocatore ma la societĆ fa bene a non caricarsi pierni solo per affetto, si affida un lavoro per competenza. Al massimo si può chiedere se siano state valutate le competenze. Quelli che dicono “SENZA DIGNITA'” per una roba del genere non sono tifosi del Lecce, sono mpizzecafuechi che hanno fatto solo il male negli ultimi anni nelle communities e nel tifo.
La SOCIETĆ del LECCE paga da anni profumatamente uno come TRINCHERA (completamente INUTILE) e Non ĆØ riuscita a trovare un posticino a GRANBETO
Il più grande nella Storia calcistica Leccese !!!
ā¦.SENZA DIGNITĆ !!!
Presidente mi meraviglio di Lei Non dellā ONNIPOTENTE š
La societĆ doveva fare qualcosa per Beto Barbas
Beto Barbas il grande di tutti un fuoriclasse per il Lecce š un saluto caloroso e torna presto a Lecce
Ć UNO SCHIFO D’INFRATITUDINE.
Purtroppo quando sei Generale tutti vogliono esserti amico , quando vai in pensione non ti salutano più come se non ti avessero mai conosciuto . Auguri Grande Campione . Dio e grande
Altri ex calciatori hanno aperto bar in piazza Mazzini o negozio in piazza Duomo o tabaccheria.
Non eri collegato ad un negozio di ottica!?
Pasculli ha saputo fare con la Primavera.
PerchĆØ demandare o colpevolizzare altri per qualcosa che avremmo potuto fare noi tifosi? Come giĆ detto in altro articolo, autotassarci di un solo euro all’anno su 25.000 abbonati, sarebbe stata impresa folle? Quanti ne diamo all’uscita dei super mercati a gente meno fortunata ? Beto non chiedeva un posto altisonante ma solo un lavoro dignitoso, altrimenti non avrebbe accettato un incarico dal Racale. Dietro ad ogni palcoscenico c’ĆØ sempre una realtĆ poco piacevole, non spettacolarizziamo momentanei dispiaceri, quando abbiamo la forza per FARE invece di parlare.
All’interno del team del Lecce si poteva trovare qualcosa,dai!!