I Mondiali nordamericani entrano nel vivo e continuano i debutti delle 48 squadre che si giocheranno la Coppa del Mondo. La Germania non ha avuto problemi nel 7-1 contro Curacao, che per un quarto d’ora ha tenuto storicamente la partita in equilibrio con il temporaneo 1-1 di Comenecia prima del sorpasso di Schlotterbeck. Diallo alla fine ha beffato l’Ecuador facendo gioire la Costa d’Avorio nell’altro metch. Debutto felice nel gruppo F per la Svezia: nel 5-1 alla Tunisia è simbolica la storia di Ayari, svedese di passaporto tunisino che si è quasi scusato dopo i gol (a segno anche le stelle Isak e Gyokeres).
Ormai due scuole di calcio
Il match più interessante si è giocato a Dallas. La solita bella e propositiva Olanda ha pareggiato 2-2 contro il Giappone. Anche se la “satira” sportiva accosta i nipponici (quando va bene) ai manga sportivi, il pareggio afferrato all’89’ da Kamada è la legittimazione sotto i grandi riflettori della crescita costante del calcio giapponese. La selezione allenata dal guru Moriyasu ha dato vita a una partita a scacchi con l’Olanda ma con ritmi decisamente diversi da quelli a cui siamo abituati nel bel paese. Il Giappone non molla mai e il 2-2 è ricompensa meritata e fiducia per il cammino mondiale. I
Il sogno del Giappone è superare lo scoglio degli ottavi di finale. In patria e fuori, c’è attesa, quasi pressione per una squadra che, sfortunatamente, non conta su due elementi importanti come capitan Endo del Liverpool e Mitoma del Brighton. Si è parlato poco o nulla della loro assenza. In federazione c’è la filosofia del “chiunque è pronto a subentrare” in un calcio fatto di tagli, movimento senza palla e gioco veloce. Senza gli assi, al primo gol, dopo le parate di Suzuki e la guardia del trio Ito-Taniguchi-Watanabe ci ha pensato Keito Nakamura, uomo di punta del Reims (Ligue 2).
Il progetto
Nel 1992, in un periodo di crisi per il calcio giapponese e senza mai gettoni alla fase finale di una rassegna iridata, il Giappone annunciò la sua “Visione dei Cent’anni”, con l’obiettivo di vincere il mondiale entro il 2092. Nel 2005, con due partecipazioni alla Coppa del Mondo alle spalle (1998 e 2002), la Federazione calcistica giapponese anticipò la scadenza: il 2050 divenne l’obiettivo. Magari il colpaccio è lontano, ma il livello dei calciatori nipponici si è alzato: ora solo in 3 giocano nella J-League (tra cui l’ex Inter Yuto Nagatomo). Nomi che in questo mondiale vorranno fare “level up”? Kubo (Real Sociedad), Doan (Eintracht Francoforte), Sano (Mainz) più Ito, a 27 anni nella rosa del Bayern Monaco.
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.








