Allan Baclet descrive così il suo legame con Stefano Trinchera
Il legame si è consolidato a Cosenza, culminando nella storica promozione in Serie B dopo diciotto anni: «Lì abbiamo vissuto un momento magico. Dopo l’addio di Fontana, Stefano prese la decisione di puntare su Braglia e insieme toccarono le corde giuste per una cavalcata indimenticabile». Gran parte del merito va al fiuto del direttore nelサscovare talenti: «Il suo tocco si vide nelle scelte di Okereke, Tutino e Dermaku. Erano sconosciuti, sono diventati pilastri e grandi plusvalenze. Sì, anche con me realizzò una plusvalenza: arrivai a zero e partii per novantamila euro a 34 anni, non è da tutti».
Oggi i loro percorsi si incrociano virtualmente nel Salento, dove Trinchera lavora per il Lecce e Baclet ha messo radici: «Ho seguito tanto la squadra, si è salvata con merito. Credo che il progetto seguirà la linea di Pantaleo Corvino, magari guardando qualcosa in più in B o in C, come Stefano fece a Cosenza». Per il futuro, l’attaccante ha le idee chiare: «Ho quarant’anni ma voglio ancora giocare. Nell’ultimo anno mi sono divertito in Promozione con il Terre d’Acaya e Roca, un progetto interessante guidato dal presidente Mazzotta. Ora recupero la condizione, poi mi piacerebbe restare nel calcio con i giovani».
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