Eusebio Di Francesco è al lavoro nel suo secondo anno di fila al Lecce. Dopo la salvezza, il tecnico ha deciso di restare in giallorosso con la possibilità di aprire un ciclo
Ritorno in campo
DiFra, intervistato da Francesco Modugno, inizia scherzando: “Se mi è mancato il campo? No, devo dire la verità Perché nel momento in cui si stacca c’è proprio il desiderio di cambiare aria, di pensare ad altro. Poi una volta che entri qua dentro e ricominci a metterti questa maglia inizi a pensare alla squadra, alle criticità, alle cose buone che ci sono e ti immedesimi in quello che è il tuo ruolo e cerchi di fare le cose al meglio. Sia a livello professionale, ma anche per trasmettere ai ragazzi quei principi che servono per cominciare la stagione”.
Un senso diverso
La salvezza ha tolto un peso a Di Francesco, reduce da tanti insuccessi sportivi: “Venivo da stagioni particolari in cui credo di aver costruito sempre qualcosa di importante dal punto di vista del gioco e dell’identità, però poi mancavano i risultati. E il calcio è fatto anche di risultati. Per questo aver raggiunto l’obiettivo salvezza e poter dare continuità tecnica è importante. I ragazzi che c’erano l’anno scorso mi conoscono e questo mi permette di aggiungere idee nuove, mi facilita il lavoro” .
Rinforzi
Il Lecce sta lavorando in Austria con un’ossatura chiara, ma c’è bisogno di aggiustamenti. Gli andirivieni non aiutano di certo il lavoro in campo: “Io credo che il direttore, Stefano Trinchera, si stia muovendo in questa direzione. A volte avere fretta e accontentarsi delle scelte che si fanno può essere un grande errore. Abbiamo il tempo per poter scegliere dei giocatori che si adattino al meglio a quello che voglio io. Il direttore conosce bene quello che io vorrei all’interno della squadra, perché lo stiamo condividendo in determinati profili. È ovvio che poi devono essere anche in linea con la sostenibilità della società e con gli sforzi che può fare, non dipende da me. Ovviamente io come allenatore li vorrei tutti e subito, però so che non è possibile. Mi auguro solo che possano arrivare quanto prima dei giocatori per poterci lavorare e creare quell’alchimia che ci possa far rendere al meglio”
Problema gol
Tra i nuovi arrivi ci dovrà essere un attaccante che possa segnare più reti: “Secondo me deve avere delle caratteristiche differenti da quelle di Stulic. Magari un pochino più bravo ad attaccare la profondità, con una velocità differente, che mi permetta anche di utilizzarli insieme in alcune partite: per coesistere due attaccanti devono avere caratteristiche differenti. Detto questo, abbiamo bisogno anche di fare degli esterni. Io credo che nel calcio moderno, specialmente nel mio sistema di gioco che passa da un 4-3-3 a un 4-2-3-1, le ali fanno la differenza. Lo si è visto anche negli ultimi Mondiali, con tante squadre che giocano con gli esterni offensivi che hanno capacità di creare uno contro uno. Noi dobbiamo costruire una squadra che abbia la capacità di poter portare il più possibile la palla sugli esterni o internamente per cercare di poter far male ai nostri avversari. Per questo abbiamo bisogno di avere almeno 4-5 esterni che abbiano determinate caratteristiche”
Pierotti
La prima novità del precampionato è l’adattamento di Pierotti nello slot di mezzala: “Una soluzione? Lo è, e infatti lo stiamo facendo: c’è stata una ‘votazione’ fatta insieme anche al direttore in base alle caratteristiche di questo giocatore. È ovvio che bisogna dare continuità e capire realmente se può essere il suo ruolo futuro, ci stiamo lavorando. Per me è fondamentale la disponibilità dei calciatori per fare queste scelte: Pierotti è un ragazzo eccezionale dal punto di vista lavorativo e mi dà grande soddisfazione. La sua voglia di interpretare questo ruolo deve essere uno stimolo per lui e per noi per cercare nuove soluzioni in mezzo al campo”.
Camarda
Una chiosa infine su Francesco Camarda, l’anno scorso alle dipendenze di Di Francesco a Lecce e prossimo al rinnovo con il Milan: “Secondo me dal punto di vista della maturità è prontissimo perché è un ragazzo che nonostante la giovane età ha una testa già da grande. È un grandissimo lavoratore, poi è ovvio che dal punto di vista fisico deve crescere e dal punto di vista tecnico-tattico può migliorare tanto. Lo sa anche lui. Spesso questi ragazzi al primo errore si abbattono, per questo lavorare proprio sulla testa in questo senso è fondamentale: devono capire che dall’errore si può ripartire e migliorarsi. Lo dice uno che di errori ne ha fatti tanti e magari è anche ripartito, fa parte della nostra vita, del nostro percorso generale”
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X CRI:
Hai ragione, si stava meglio quando si stava peggio!
Con i conti in rosso avevamo la squadra migliore, ora con i conti in utile +34ml, solo giocatori da b e c!
Occhio che DiFra quest’anno giustamente ha delle pretese. Società sveglia!
Certamente fare il ritiro con una squadra abbondantemente incompleta è un controsenso non capisco come mai la società non si dia una bella svegliata ed alla svelta in modo da arrivare ad inizio campionato con una rosa già formata magari ultimare qualcosa gli ultimi giorni di mercato siamo enormemente in ritardo mai visto un Lecce così disorganizzato
Oimme che debitu
Con il corvo eravamo già con 5/6 elementi ma scelti da lui ora che il mister visione con il DDS trinchera in cerca di profili giusti e ci vuole del tempo state tutti a mugugnare,io conosco trinchera da tanti anni e so che a Francavilla ha sempre preso giocatori utili e bravi facendo campionati belli per quello che potevano spendere,ora se ancora non è arrivato nessuno non è detto che non stiano facendo delle trattative….attendiamo poi parlate o sparlate ma per ora calma.
…… scusate il typing sono alla guida
…….hai ragione, e non me lo toglie dalla testa nessuno, per me il Lecce pèiu’ forte e’ stato quello di baroni, che praticamente era salvo a febbraio dopo la Vittorio a Bergamo, ricordi?poi si suicido con 6 sconfitte consecutive e dilapidati 12 punti di vantaggio, poi ci riprendemmo fino al Monza …
Ormai è chiaro, questa società a livello TECNICO non vuole crescere! Sempre a fare esperimenti azzardati,come se ti può venire sempre bene!
Ogni tanto bisognerebbe anche azzardare un barlore di crescita,puntando su qualche profilo più pronto che di conseguenza farebbe crescere meglio i giovani, poi si sa’ si campa di plusvalenze ed è giusto che sia cosi, ma come fai a farle se la rosa è piena di giocatori scarsi!
È assurdo come la rosa più forte l’abbiamo avuta il primo anno in A quando i conti erano in rosso! E adesso che si potrebbe fare qualcosa in più si fa’ peggio.
La differenza tra corvino e Trinchera sta nel fatto che corvino avrebbe già dato a Di Francesco 5/6 sconosciuti, Trinchera darà (forse) sempre 5/6 sconosciuti al gong di chiusura mercato
Lo speriamo tutti