A Lecce per rilancio e continuità: Ilić la scommessa a centrocampo

Il centrocampista di proprietà del Torino cercherà una stagione diversa nel Salento rispetto al passato recente

La scommessa con curriculum del centrocampo del Lecce è Ivan Ilić. Il serbo, una volta ratificato il rinnovo con il Torino fino al 2028, si è legato ufficialmente al Lecce in prestito con diritto di riscatto a favore del Lecce.

Cosa può dare al Lecce

Ilić può dare un passo in più a livello tecnico al centrocampo del Lecce. Di piede mancino, è completo per visione, tendenza alla verticalizzazione e palleggio. Le sue azioni palla al piede hanno spesso ribaltato il gioco dando velocità alla costruzione distesa velocemente in verticale. La completezza verte anche sul gioco difensivo. Ilić sa giocare in pressione e, se a posto fisicamente, può dare intensità nella copertura e nella lettura di linee di passaggio avversarie che, se intercettate, possono diventare subito azioni in profondità da sfruttare. Offensivamente, Ilić è pericoloso con il tiro da fuori, da sfoderare attaccando l’area sulle azioni provenienti dalle corsie e dagli attaccanti.

Incognita

Il punto interrogativo sull’arrivo di Ilić è appunto la tenuta fisica, base per avere continuità d’impiego e rendimento per esprimere il suo potenziale. Le problematiche muscolari hanno spesso interrotto il suo percorso stagionale con una condizione massima non tenuta per molto tempo.

Per caratteristiche, Ilić ha sempre bisogno di giocare al massimo della condizione atletica, presupposto anche per evitare sbavature e momenti di azioni “slegate” dal resto del reparto e della squadra.

Dove si colloca

Idealmente, Ilić sarà la mezzala sinistra del centrocampo a tre, ma può giocare anche in un centrocampo a due. Il bilanciamento verso l’out mancino gli permette di utilizzare meglio e di più il piede preferito. Ilić risponderebbe a un profilo che in questo quadriennio di Serie A è spesso mancato al Lecce: centrocampista di qualità nella regia, pulito nei passaggi e pericoloso offensivamente. Per sfruttare al massimo queste doti, però, il serbo non deve essere il principale elemento della linea mediana con compiti di copertura e ha bisogno di compagni disposti a correre e far legna costruendo un equilibrio giusto.

Un ipotetico terzetto sarebbe composto da Ilić sul centrosinistra due tra Maleh, Ngom e Coulibaly (con Gorter più dietro) a mettere più attenzione in fase di copertura. Per il maliano sarebbe un leggero arretramento rispetto ai compiti da trequartista difensivo della scorsa annata.

Dai primi passi al vivaio del Manchester City

Nato a Niš il 17 marzo 2001, Ilić entra a far parte del settore giovanile della Stella Rossa dal 2016. La data da non dimenticare è il 1° aprile del 2017, è una data che Ivan Ilic non scorderà facilmente: la Stella Rossa lo fa infatti debuttare nella SuperLiga Serba alla ventottesima giornata, quando nel match contro lo Spartak Subotica entra a un minuto dalla fine. Un giro di lancetta inciso sul libro dei record del club: a soli sedici anni, è il più giovane debuttante nella storia della Stella Rossa, e il primo calciatore classe 2001 a calcare un campo della serie maggiore serba.

Nel luglio del 2017 passa nel vivaio del Manchester City (insieme al fratello Luka, anche lui centrocampista centrale, oggi al Real Oviedo), che lo lascia in prestito a Belgrado.

In prima squadra fino alla Serie A

Nel 2018, Ilić passa allo Zemun di Belgrado, dove segna 3 reti in 14 partite. L’Academy del City opta nel 2019 per un altro prestito al NAC Breda, in seconda divisione olandese, dove raggiunge il fratello. Prima della sosta per il Covid, il NAC Breda è quinto. Da lì, arriva la chance per la Serie A. Il 30 giugno, Ilić si trasferisce al Verona inizialmente in prestito e nel 2020/2021 diventa subito un perno della squadra di Juric che termina 10° in Serie A. Le sue cifre al primo anno italiano sono ottime: 29 presenze, 2 gol (il primo nell’1-2 casalingo con l’Inter) e 1833’. A giugno, il debutto nella nazionale A della Serbia (1-1 con la Giamaica in amichevole) di Pixie Stojkovic.

Ilić trova Di Francesco (che gli concede due titolarità in tre gare di A ripagate con l’unico gol stagionale, ancora in casa con l’Inter) nel cortissimo periodo a Verona, dove poi fa più che bene Igor Tudor (9°posto finale). La coppia Ilić-Tameze è una costante del 3-4-2-1 scelto dal croato. Il minutaggio di Ilić aumenta a 2537’ e a fine stagione il Verona decide di operare il riscatto dal Manchester City per più di 7 milioni.

La stagione 2022/2023 è più difficile per il Verona. Zaffaroni rileva Cioffi dopo i risultati negativi e Ilić, out nel periodo più che negativo dell’allenatore poi esonerato, rientra giusto in tempo per aiutare il neo allenatore nelle vittorie di gennaio 2023 su Cremonese (2-0) e Lecce (2-0 con assist per il connazionale Lazovic). Il Torino mette 16,5 milioni sul piatto, irrinunciabili per gli scaligeri nonostante i malumori della piazza.

Percorso granata

In Piemonte, Ilić ritrova Juric e debutta con assist. La squadra resta in contatto con la zona Europa ma chiude decima con 53 punti. Ilić festeggia il primo gol torinista (da tre punti) decidendo lo 0-1 in casa della Lazio e, in duo nel 3-4-2-1 con uno tra Linetty e Ricci, si ripete alla penultima contro lo Spezia. Su 18 gare, 14 presenze e 1180’.

La conferma della continuità è nel 2023/2024 (chiuso con 2100’) in cui il Torino ripete i 53 punti che però valgono il nono posto. Ilić carbura a novembre e, dopo due stop fisici, chiude in crescendo con tre gol e due assist. Nell’estate del 2024, fa parte della spedizione della Serbia agli Europei. Dopo la sconfitta con l’Inghilterra, il suo assist per Jovic serve solo ad evitare la sconfitta con la Slovenia e dopo lo 0-0 con la Danimarca è eliminazione.

La stagione 2024/2025 sembra cominciare con la solita continuità con Paolo Vanoli allenatore (e l’ex compagno Tameze insieme a centrocampo). Da ottobre in poi, un’infiammazione del tendine del bicipite della coscia, un infortunio al ginocchio e un altro problema muscolare lo azzoppano costringendolo fuori per tutto l’inverno. Ilić torna in primavera, quando il Torino è lontano da sogni di buoni piazzamenti, ma gioca da titolare solo una volta.

Nel 2025/2026 l’annata granata è ancor più negativa. Baroni gli dà spazio nelle rotazioni ma a novembre è ancora semaforo rosso. Dopo il rientro a fine dicembre, la lombalgia lo tiene fuori fino a marzo. D’Aversa, subentrato al tecnico toscano, lo utilizza solo per 22’ nel successo 2-0 con la Lazio. I numeri finali registrano un calo verticale: 8 presenze, zero partecipazioni a reti e 415’. Fisiologicamente, Ilić perde anche un posto in Nazionale (Paunovic lo convoca), a Wembley contro l’Inghilterra, nel match in cui s’infortuna.

Redazione

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1 Commento
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Luciano
12 giorni fa

La parola “scommessa” è diventata insopportabile, mai una certezza? Da anni ed anni che ogni nuovo ingresso è una scommessa e quando si realizza si pensa subito alla sua partenza e alla plusvalenza. Qualche volta, non sempre, a noi tifosi piacerebbe che una scommessa trasformata in promessa, fosse trattenuta a Lecce. Capiamo perfettamente le esigenze di un piccolo club e di una piccola proprietà, per questo motivo che in oltre 22.000 sentiamo l’esigenza che almeno una volta ci sentissimo ascoltati ed accontentati, impossibile?

Sergio
13 giorni fa

Mi auguro che sia una scommessa vinta per entrambi, per lui in modo da potersi riscattarsi e per noi per poterci salvare. Vedremo. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.

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