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Gabriel, la scheda tecnica e un passato brillante da riconquistare

Il portiere del Lecce, pronto a giocarsi il posto con Vigorito, arriva in giallorosso con voglia di rilancio dopo i titoli nella giovane età.

Gabriel Vasconcelos Ferreira, secondo portiere brasiliano della storia del Lecce dopo Julio Sergio (leggi qui la nostra intervista esclusiva all’ex Roma), è il quarto nuovo arrivo ufficiale dell’estate 2019 dopo Vera Ramirez, Shakhov e Benzar. Alto 1.93, è giunto a parametro zero e ha firmato un biennale con opzione per il terzo anno. La scelta caduta sull’ex Perugia è espressione della volontà impressa dalla società: Mauro Vigorito, il portiere della promozione, si giocherà chance-Serie A con il neoarrivato, anch’egli alla ricerca della prima porta da titolare con continuità nell’università del calcio italiano.

Gabriel, 27 anni il prossimo 27 settembre, è ricordato (i tifosi leccesi sperano per poco) come una grande promessa del calcio brasiliano persasi un po’ dopo l’arrivo in Italia. Ovviamente, il portiere è stato sfortunato in delle parentesi, ma dall’altra parte c’è da dire che scelte sbagliate e treni non presi al momento del subentro al titolare hanno rallentato i progressi in carriera.

L’ascesa brasiliana di Gabriel è veloce: menzionare i titoli basterebbe a darne la dimensione. Campione del Sudamericano Under 20, Campione del Mondo di categoria a Colombia 2011 e argento Olimpico a Londra 2012. Tra i compagni di questo percorso figurano il galactico Casemiro, le mezzepunte da sogno Willian e Coutinho e i mediani Allan e Fernando. Tutti top player contesi in Europa a suon di milioni. Il grande slam fallirà soltanto per mano del Messico, vittorioso nella finale delle Olimpiadi grazie alla doppietta di Oribe Peralta.

L’estate del 2012 porta anche a una partita che Gabriel difficilmente dimenticherà. Il portiere del Cruzeiro campione, dopo i Giochi, difese i pali della Selecao nell’amichevole vinta per 3-0 contro la Svezia. Leggere la formazione infarcita di stelle fa stropicciare gli occhi. Schierati con il 4-2-3-1 ci sono Gabriel; Dani Alves, Thiago Silva, David Luiz, Alex Sandro; Paulinho, Romulo; Ramires, Oscar, Damiao. Tra i subentrati figurarono Hulk, Lucas Moura (l’autore della doppietta in pochi minuti nell’ultima semifinale di Champions League Ajax-Tottenham) ma anche Alexandre Pato e Sandro, ora al Genoa dopo il rilancio italiano di Benevento seguito agli anni d’oro del Tottenham.

A 19 anni, 10 mesi e 19 giorni, Gabriel era una dei gioielli più importanti del Brasile, pronto a sbarcare il Europa. Ad attenderlo c’è il Milan. Il primo anno non è per nulla malvagio, anche se la porta del Milan traballa tra l’ultimo anno di Abbiati e il rendimento non soddisfacente di Amelia e Coppola. Il brasiliano coglie 7 presenze ma per crescere c’è bisogno del prestito.

A Carpi, Gabriel vince la Serie B, ma la conferma col Milan non arriva. I guai fisici occorsi a Reina inducono il Napoli ad ampliare la rosa portieri con Rafael Cabral (che diverrà una costante anche in altri punti della sua carriera). A giocare un ruolo fondamentale nel prestito agli azzurri è Cristiano Giuntoli, d.s. del Carpi nell’anno della promozione poi passato alla corte di Aurelio De Laurentiis. Gabriel rifiuta l’idea di fare il titolare in A con gli emiliani e gioca inizialmente il girone di Europa League col Napoli. In campionato la sola presenza è nella sconfitta per 3-1 a Udine.

Troppo poco per la conferma. Come descritto nel precedente approfondimento, la stagione 2016/2017 è il punto più basso finora in carriera. Sei mesi da separato in casa con il Milan e poi la sfida persa a Cagliari con Rafael Cabral. Anche qui tre presenze, l’ultima poco felice: i sardi perdono 1-5 con l’Inter e Rafael Cabral riprende il posto tra i pali sostituendo Gabriel.

L’anno scorso c’è il ritorno in B. L’Empoli perde Provedel per infortunio e, agli sgoccioli del calciomercato di gennaio, tessera Gabriel. Alla seconda promozione succederà il fallimento del secondo debutto da primo in A, come a Carpi. I toscani provano a trattenerlo ma non c’è l’accordo sulla formula del rinnovo del prestito. La voglia di giocare riducendosi anche l’ingaggio non bastò a convincere il Milan, che decise di monetizzare con il prestito oneroso a 1.5 milioni a Perugia, dove è fortemente voluto da Nesta. Ingaggio pagato per metà dal Grifo e stagione da titolarissimo al Curi. Il resoconto del collega di CalcioGrifo.it Antonello Ferroni sintetizza a dovere l’ultimo campionato di Gabriel. 

La stagione di Perugia è importante per la risalita del portiere, che si congeda dall’Umbria con un lungo messaggio di ringraziamento. Ora c’è il Lecce e una Serie A da riconquistare prima che sia troppo tardi. Mauro Vigorito è avvisato.

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