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Dopo tanto gioco e tanta sfortuna, un urlo liberatorio atteso due mesi

Il Lecce torna alla vittoria dopo 9 turni e dopo averla sfiorata in tante occasioni. Con la Fiorentina finalmente la sorte assiste i giallorossi.

Era da Spal-Lecce del 25 settembre scorso che i tifosi salentini non potevano lasciarsi andare in un urlo di gioia pura per una vittoria. E ieri, 30 novembre, sul campo della Fiorentina questa vittoria, sofferta e sudata, è arrivata ad interrompere il digiuno.

Un digiuno che i ragazzi di Liverani di certo non meritavano, perché in questi ultimi mesi sono quasi sempre, fatta eccezione con i ko con le big Roma, Atalanta e Lazio, hanno sempre mosso la classifica. Solo con pareggi, però. Piccoli punticini certamente utili, in alcuni casi prestigiosi come vittorie (vedi Juve e Milan), ma che non hanno dato merito a quanto fatto dal Lecce sul rettangolo verde.

L’atroce beffa nel recupero con la Sampdoria, la doppia rimonta subita con il Sassuolo, il pari in recupero sì ma frutto di una prova maiuscola e colma di occasioni con il Cagliari. Tutte sfide in cui il Lecce ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato punti, e non solo, alla mano. Per sfortuna, certo, ma anche e soprattutto per proprio demerito.

Non certo offensivo, perché praticamente escludendo la sola Bergamo, i giallorossi hanno sempre prodotto un ottimo calcio. Quanto, piuttosto, difensivo, con una mancanza di attenzione negli episodi isolati che ha portato Mancosu e compagni ad essere puniti oltre i propri demeriti complessivi.

Fattore che è cambiato con la Fiorentina, ed i risultati si sono visti: ritorno alla vittoria e prima clean sheet stagionale. Che poi Vlahovic abbia graziato il Lecce fallendo un paio di tiri da due passi, quelli che il Cagliari non è riuscito a fare in tutta la partita, quello poi è frutto del caso. Ma questo è il calcio. Questa è la Serie A.

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