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GdS – Donati: “Liverani è un martello, vuole il massimo da tutti”

“Mancosu. Ha qualità tecniche eccezionali, la capacità di giocare tra le linee e spuntare all’improvviso in zona-tiro. Il capitano è un esempio e si mette al servizio dei compagni”, ha affermato il calciatore giallorosso.

Giulio Donati parla a La Gazzetta dello Sport (intervista di Giuseppe Calvi) del suo arrivo a Lecce e dell’impatto con la realtà sportiva giallorossa.

BREVETTO DI BAGNINO.Sarei stato un figlio d’arte, da ragazzino aiutavo papà per guadagnarmi qualche mancia che, alla mia età, faceva sempre comodo. Per fortuna, mi è andata bene nel calcio, anche dopo l’avventura breve ma intensa nell’Inter del Triplete. Ora sono felicissimo di godermi di nuovo la Serie A. L’Italia mi è mancata tanto”.

SVINCOLATO FINO A DICEMBRE?Dopo aver fatto esperienza pure in Champions ed Europa League, non sono il tipo che va in giro a elemosinare un ingaggio e, tanto meno, accetta di sostenere provini, come qualche club inglese proponeva. Evidentemente era destino che ancora il Lecce, che mi aveva preso in prestito dall’Inter nel 2010, mi avrebbe dato un’altra opportunità per giocare in A. Qui c’è una società davvero di alto livello, per organizzazione e serietà mi sembra di essere ancora in un club ricchissimo come il Bayer”.

ACQUISTI DI GENNAIO.Ci siamo inseriti subito in un gruppo di ragazzi straordinari. Mi sento come nella famiglia che il c.t. Mangia aveva creato nella Nazionale Under 21, con la quale fummo vice-campioni europei nel 2013 in Israele”.

SORPRESA TRA I COMPAGNI.Mancosu. Ha qualità tecniche eccezionali, la capacità di giocare tra le linee e spuntare all’improvviso in zona-tiro. Il capitano è un esempio e si mette al servizio dei compagni”.

INTER DI MOURINHO. “Nell’Inter dei campioni io c’entravo proprio nulla, infatti giocai solo la partita di Coppa Italia con il Livorno. Sapevo di non avere talento, però Mou mi gratificò rimarcando la mia passione e il mio impegno negli allenamenti. Stravedevo per Quaresma, Materazzi mi dava tanti consigli e Zanetti era il mio idolo. Che emozione, quando Javier mi ha dedicato qualche minuto, parlandomi sul pullman in occasione della partita Lecce-Inter”.

LIVERANI.E’ un martello, ottiene il massimo da tutti ed esalta la sua vocazione offensiva. Sulla fascia, mi grida “allora, ma quando arrivi?”, se sono in ritardo nelle sovrapposizioni. Ci sarà da lottare sino all’ultima giornata, però il Lecce può salvarsi solo realizzando il progetto tattico di Liverani”.

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