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Barbas: “Lecce e i leccesi mi hanno reso grande. Per la maglia ho sempre messo amore e orgoglio”

L’ex campione del Lecce Juan Alberto Barbas è intervenuto nel corso della diretta Facebook della pagina Quando il Calcio Era Bello per parlare del suo passato giallorosso.

RICORDI. “Sono stato un piccolo calciatore in una città grande con una grandissima tifoseria. Ci fa piacere che la gente si ricordi di quello che abbiamo fatto tutti insieme, per noi è un orgoglio straordinario. Se sono ricordato come un mito è per i miei straordinari compagni e per un tecnico strepitoso come mister Mazzone su tutti. Ma soprattutto è stato il Lecce a rendermi grande e non il contrario”.

SERIE A. “Non conoscevo la città, ma sapevo che il calcio italiano era il più importante del mondo. Ricordo il momento in cui mi venne comunicato dell’interesse del Lecce ed io ero da subito entusiasta. Arrivavo nel campionato più bello e difficile, poi dopo aver conosciuto Lecce e i salentini è stato ancora più bello”.

TORINO .“Quel giorno fu bellissimo, lo stadio era pienissimo e quando ci eravamo affacciati prima della partita eravamo tutti strabiliati. Avevamo una carica pazzesca, i giornali nazionali erano contro di noi e la dirigenza si arrabbiò tantissimo, caricandoci ancora di più. Mettemmo in campo orgoglio e amore per il Lecce, come sempre è stato per quella maglia. Mi ricordo quella partita come se fosse stata ieri”.

PRODEZZA. “Il con il Genoa su punizione fu incredibile. Ricordo il momento in cui la palla prese la traversa e si impennò in aria, nessuno sapeva come riuscire a prenderla, perché arrivò davvero in alto. Alla fine la traiettoria sorprese tutti e fu esplosione di gioia giallorossa”.

MARADONA. “E’ stato un campione, un amico e un grande uomo. Con gli amici del Mondiale Under 20 del ’79 ci sentiamo spesso e ancora non ci rendiamo conto dell’accaduto, perché ci manca tantissimo. Per quello che è stato nel mondo del calcio, ma soprattutto per quello che è stato per noi. Tra i più bei ricordi c’è quella volta in cui, con grande umiltà e disponibilità, lasciò il ritiro prepartita del Napoli pur di trascorrere del tempo con me, Pasculli e conoscere gli altri giocatori del Lecce“.

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