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Venezia e Citta entrambe da A. Frosinone e Pescara, che flop: il pagellone della Serie B 20/21

Per il Lecce una sufficienza risicata meritata per una stagione sulle montagne russe. Benissimo Salernitana e Reggina, Empoli in scioltezza e SPAL deludente: i nostri voti.

EMPOLI 9 – Non un dominio “alla Benevento”, ma la continuità assoluta che solo le grandi squadre sanno mettere sul campo. Le sue probabilità di essere promosso sono sempre rimaste intatte perché ci ha messo poche giornate a far capire che era la corazzata del campionato, che quando è in difficoltà al massimo pareggia e non va mai sotto al secondo posto. Si è fatta preferire per gioco, qualità dei singoli e abilità gestionali di un Dionisi che ha fatto apparire facile una promozione in un torneo non di altissimo livello, ma tra i più equilibrati di sempre

SALERNITANA 8 – Non vedere grandissimi meriti in una squadra nelle prime posizioni sin da inizio campionato, nonché l’unica a togliere per più di un turno all’Empoli lo scettro di capolista, vuol dire guardarla solo da tifosi. Qualche punto “fortunato” ed un gioco certo non entusiasmante non tolgono bravura ad un collettivo clamorosamente solido e che ha tratto il massimo dalla propria rosa, non ottima ma buona. I gol allo scadere ed il finale in crescendo sottolineano il carattere di una squadra brutta ma che ha dimostrato di volere più di (quasi) tutte la A

CITTADELLA 8 – Quando hai il monte ingaggi più basso della categoria e manchi la A per un gol non puoi che meritare un voto altissimo. A ciò si aggiunga la continuità di un progetto che non è più né sorpresa né favola, ma solida realtà. Venturato, che con un gruppo fatto quasi solo di scommesse è sempre stato in zona playoff eliminando big come Brescia e Monza, meritava la promozione

VENEZIA 8 – Se il Cittadella meritava la A non vuol dire certo che i lagunari abbiano rubato nulla, tutt’altro. Inseriti da tutti alla vigilia della nuova B come compagine aspirante al massimo alla metà classifica, hanno sorpreso esprimendo uno dei migliori giochi del campionato con una formazione imbottita di elementi in cerca di riscatto. Su tutti Forte, Maleh, Aramu e un mister Zanetti che ha mostrato qualità indiscutibili, compresa l’adattabilità al catenaccio valso la Serie A nei ritorni con Lecce e Cittadella

REGGINA 7 – Nettamente la migliore di quelle che hanno mancato un piazzamento playoff, nettamente la migliore delle neopromosse se si escludono i paperoni brianzoli. Forse troppo caricata di pressioni dall’ambizione (talvolta troppo manifesta) del patron Gallo, la formazione di Toscano ha faticato a lungo ma, passata a Baroni, si è trasformata nella migliore del ritorno assieme all’Empoli. Senza lo scotto del ritorno nella categoria avrebbe lasciato fuori dai playoff formazioni più accreditate anche grazie ad un gioco ritrovatosi frizzante

CHIEVO 6,5 – Meritano qualcosa in più della sufficienza i clivensi, sempre e costantemente in zona spareggi-promozione e capaci, all’inizio, di insidiare anche posizioni più alte. Aglietti ha imbastito una formazione coriacea, difficile da affrontare e che è mancata “solo” dei guizzi ai momenti decisivi. Vedi playoff, quando ha fatto meglio del Venezia commettendo però troppe e decisive ingenuità

PISA 6,5 – Un’altra squadra che, senza la partenza a scoppio ritardato causa mancanza delle quadrature difensive, avrebbe potuto anche centrare i playoff. Pur priva di nomi altisonanti, la compagine nerazzurra ha messo in difficoltà chiunque, soprattutto spesso le big. Arrivata stanca nel finale si è accontentata della metà classifica, raggiungendo la salvezza con anticipo e merito

L.R. VICENZA 6,5 – Campionato senza infamia e con quel pizzico di lode dovuta a una neopromossa mai a rischio serio di retrocessione quello dei biancorossi. Partiti con qualche affanno fisiologico accentuato dal Covid, i ragazzi di Di Carlo hanno galleggiato fuori dai playout anche nei momenti più difficili. L’assenza di motivazioni ha fatto temere qualcosa nel finale, gestito comunque con esperienza dagli uomini più navigati che hanno anche reso possibile la sperimentazione di alcuni giovani interessanti

LECCE 6 – La stagione da montagne russe dei giallorossi si è assestata su una sufficienza piena, ma che non può essere nulla di più. I giallorossi hanno dapprima illuso di potersi issare agevolmente nelle prime posizioni e poi ancora espresso grande calcio e grande forza nel momento d’oro pre-sosta. Poi però con il caldo si sono sciolti (molteplici le cause, fisiche, tattiche e caratteriali più che tecniche), non aiutati dagli episodi poi ai playoff e facendo aumentare i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato

PORDENONE 6 – Una delle principali sorprese della scorsa annata non è riuscita a ripetersi, riuscendo a scampare dal pericolo retrocessione solo all’ultima giornata. L’avvio illusorio, poi la crisi che ha portato alla separazione dall’uomo che ha fatto la storia, mister Tesser. Una società che punta comunque tanto sui giovani e sulle scommesse, di conseguenza la vittoria nello spareggio anticipato con il Cosenza basta a guadagnare una sudatissima salvezza (e sufficienza)

MONZA 5,5 – E’ vero che il Lecce era una neo retrocessa ed i brianzoli una neo promossa, ma è pur vero che i proclami erano stati ben diversi, così come gli investimenti. Da una campagna acquisti faraonica era lecito attendersi almeno una lotta assidua e maggiormente ravvicinata per il secondo posto, rimasto a tiro troppe poche giornate nel corso di un campionato fatto di sola rincorsa (escluse un paio di settimane da vice-capolista). Altro flop ai playoff con un’andata a Cittadella che ha compromesso tutta, rendendo vana l’ennesima rimonta tentata della stagione

CREMONESE 5,5 – Le annate al disotto delle aspettative cominciano a non contarsi nella città dei violini. Mai vicina ai playoff, la formazione passata in corsa da Bisoli a Pecchia si è sempre dovuta guardare le spalle  non riuscendo mai a prendere un margine troppo rassicurante. Di buono di fatto solo l’essersi salvati ed un girone di ritorno in crescendo

BRESCIA 5,5 – La più grande delusione del girone d’andata alla fine è riuscita a centrare i playoff, ma ciò non basta a rendere positiva la sua stagione. Le deludenti gestioni Delneri, Lopez e Rastelli, ma soprattutto la proverbiale impazienza di Cellino, hanno reso impossibile costruire qualcosa di decente, e solo le idee fresche di Clotet hanno dato la scossa. Tra le migliori squadre del finale di campionato, la clamorosa risalite si è interrotta al Tombolato di Cittadella a causa della testata vincente di Proia

ASCOLI 5,5 – In un torneo dai due volti (o dai cinque-sei, nel caso del Lecce) emblematico è il cammino dell’Ascoli. Inizialmente disastrosi con Bertotto e Rossi, i marchigiani sono risaliti grazie a Sottil andando a conquistare una salvezza dal sapore d’impresa, soprattutto perché arrivata evitando i playout e con una giornata d’anticipo. Anche se le premesse di inizio anno erano ben altre

REGGIANA 5,5 – L’esatto contrario è avvenuto nella Città del Tricolore, dove la squadra di Alvini è partita con poche ambizioni e gli sfavori del pronostico, tanto che la retrocessione non era da preventivare ma non è nemmeno un fallimento clamoroso. I granata sono stati tra le poche squadre dall’andamento più o meno continuo ma in calando, visto che erano partiti sorprendendo ma, quando i punti si sono fatti caldi, hanno pagato rispetto alle concorrenti. Eppure con gli innesti di gennaio ci si poteva auspicare qualcosa in più di una pur lottata retrocessione già a -2 dal termine

SPAL 5 – Nell’andata aveva fatto anche meglio del Lecce, ma poi è crollata clamorosamente. Indicata tra le favorite della vigilia, la formazione ferrarese era quella con monte ingaggi e valore della rosa più alte, ma questo non si è visto. Benino fino all’arrivo dell’inverno, per poi alzare subito bandiera bianca rispetto alla promozione diretta, illudersi con Rastelli dopo il successo di Lecce e fallire mestamente, non centrando nemmeno il piazzamento playoff per la furia dei tifosi

FROSINONE 5 – Vince il duello con la SPAL per lo scettro di delusione dell’anno il Frosinone, mai così male in B da dieci anni a questa parte. Dopo la mancata promozione dell’anno scorso e le tante conferme tra i big ci si aspettava una squadra agguerritissima che invece è crollata subito e già a gennaio era fuori dai playoff, fino addirittura a temere il peggio. L’esonero di Nesta e l’arrivo di Grosso ha portato quella ventata di cambiamento necessaria per non chiudere nel totale sconforto

COSENZA 5 – Dopo l’impresa dell’anno scorso, la cocente delusione quest’anno per aver mancato una salvezza che è sempre apparsa alla portata. I silani hanno costantemente galleggiato tra zona retrocessione e, soprattutto, playout, ma con a tiro spesso anche posizioni più elevate ambite grazie a prestazioni talvolta incoraggianti. La speranza si è trasformata in illusione quando, negli ultimi turni, è mancato il fuoco risultato decisivo un anno fa

VIRTUS ENTELLA 4 – Ci hanno messo poco i liguri per palesarsi come la cenerentola del torneo, la squadra con meno valori rispetto a tutti. Ed infatti il loro cammino è stato costantemente in quest’ottica, quella della squadra che non sarebbe nemmeno riuscita a coltivare le speranze salvezza. Campionato piatto e chiuso, inevitabilmente, in coda al gruppone

PESCARA 3,5 – L’unica a fare peggio è stata l’altra squadra che, assieme all’Entella, ha occupato sempre e solo gli ultimi tre posti. Con la differenza però che gli abruzzesi erano indicati come aventi tutti i numeri per assestarsi a metà classifica, avendo speso ben più di alcune dirette concorrenti. Invece zero sussulti e nulla più di qualche misera speranza primaverile diventata presto Serie C scritta

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El Marinero
El Marinero
17 giorni fa

La salernitana ha avuto un bel po’ di “aiutini”…. Ma va beh, ora non serve più recriminare…. E poi da 6 il Lecce non era…. Parere mio.

AL
AL
16 giorni fa
Reply to  El Marinero

Se non era da sei il Lecce nemmeno le altre sopra lui.

AL
AL
19 giorni fa

Venezia e Salernitana da 8? La seconda con 3 punti regalati a tavolino e una infinità di rigori al 96esimo, la prima che ha letteralmente rubato il ritiro play off col Lecce a suon di simulazioni di fallo fino a ottenere al 47esimo una var con Irrati.
Per me voti assolutamente cannati. I voti sono una cosa i risultati della classifica altro.

Andrea Di Giorgio
Andrea Di Giorgio
20 giorni fa

Che scarsa l’Entella

Giorgio Cheva
Giorgio Cheva
20 giorni fa

Si, ma per noi risicata proprio ehh

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