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Coda in crescita, Helgason e Milli promettono bene. Le indicazioni della terza amichevole

Il Lecce stavolta non vince, ma gli spunti non mancano nemmeno dopo il pari a reti bianche con il Legnago Salus.

Termina a reti bianche la terza uscita preseason del nuovo Lecce di Marco Baroni. Uno 0-0 che potrebbe far pensare ad un Lecce versione polveri bagnate ed in effetti così è stato, ma solo tabellino alla mano. In realtà idee di gioco, progressi fisici (nonostante un carico sempre più importante) ed anche azioni sommate, relazionate all’avversario (una buona compagine di Serie C), si portano dietro impressioni positive.

Per i portieri quella con il Legnago Salus è stata la prima, vera uscita stagionale dopo due gare non di vacanza, ma quasi. Gabriel è stato prodigioso nel primo tempo sul tap-in ravvicinato di Sgarbi, poi sempre attento in più circostanze. Lo stesso dicasi per Bleve, sempre più pronto ad una stagione nuovamente da secondo, a tre anni da quella della promozione in Serie A.

In difesa qualche piccolo affanno con un Legnago capace di creare due grandi occasioni, la prima bucando dalla parte di Vera prima e Lucioni poi, la seconda sfruttando la certamente migliorabile mobilità di Bjarnason. L’islandese è invece sempre sontuoso sulle palle alte, come ancora in gran palla è apparso Tuia. Sulle corsie Gallo sempre più certezza, Zuta comprensibilmente in ritardo di condizione (probabilmente l’ultima uscita giallorossa per lui) e Vera meglio a sinistra, ovviamente, che adattato a destra. L’affondo sui due terzini destri necessari appare ormai imminente.

A centrocampo Blin cerca sempre maggiore confidenza come regista ed è sempre più a suo agio con ai lati Majer ed uno Hjulmand già dirompente. Nella seconda frazione ancora bene il talentino Vulturar ed il sempre vivace capitan Mancosu, quest’oggi meno Henderson. Infine, l’attacco: Coda fisicamente molto meglio che nelle precedenti sgambate, non ha ancora il suo classico killer instinct ma con i veronesi si è mosso meglio. Ancora alla ricerca di imporsi al centro dell’attacco, invece, Pablo Rodriguez: il tempo è dalla sua parte. Come è dalla parte di Helgason e Milli, assieme a Listkowski gli esterni offensivi più pimpanti nel pomeriggio di Folgaria. Per l’islandese sono due su due da ala: che sia lì che Baroni e Corvino lo vogliono specializzare? Ancora presto per dirlo, ma supporlo è scontato.

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