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Baroni e la carica alle riserve nel prepartita: abbracci ed incoraggiamenti, oltre il risultato

Il tecnico avrà anche sbagliato qualcosa nella gestione dei cambi nelle ultime uscite, ma di certo sa dare la giusta importanza alla profondità della sua rosa.

Baroni, i cambi e la gestione dei giovani. Sul banco degli imputati della critica leccese nelle ultime ore c’è soprattutto questo aspetto. Cambia poco, cambia troppo, non ha fiducia, ne ha troppa. L’equilibrio è necessario, ma da parte di tutti gli agenti in campo. E, al netto di errori che ci stanno, è necessario fare un passo indietro sull’accusa rivolta al tecnico di non saper gestire in senso assoluto le sostituzioni o di non dare valore e fiducia ad ogni elemento della rosa.

Ben prima della tripla sostituzione effettuata nel corso di Lecce-Perugia, avevamo notato per la prima volta (non possiamo però escludere che vi fosse stato anche sempre in passato) l’atteggiamento di mister Baroni verso le riserve. Mentre il suo staff era intento a riscaldare i motori dei titolari prima del fischio d’inizio del match, l’allenatore si è diretto ed intrattenuto con la sua panchina, abbracciandone ogni elemento ed incoraggiandolo. Situazione ripetuta dopo il fischio finale e confermata, con supporto più metaforico e meno fisico, nelle parole del dopogara in sala stampa. Fiducia, oltre il risultato.

Ciò, sia chiaro, non vuol dire che Marco Baroni sia esente da colpe o errori nelle ultime uscite. Ma, e non è retorica, non esiste un allenatore che in 38 gare non sbagli mai nulla così come non ne esiste uno che in altrettante abbia la bacchetta magica che gli consenta di fare sempre tutto bene. Per chi scrive, ad esempio, con il Perugia il tridente si sarebbe anche dovuto tutto sostituire con i tre subentrati, ma in due momenti diversi e non in un’unica soluzione.

Tutte valutazioni che un professionista del campo fa molto prima che un professionista della scrivania o di un tifoso. Il calcio è così, con la sua complessità e molteplicità di vedute e fattori. A dare responsi c’è il campo, ma anche le critiche vanno indirizzate verso le giuste direzioni. Se proprio sono necessarie. E, a fine ottobre e con la squadra terza in classifica nonché in corsa per tutto, andrebbero centellinate o quantomeno gestite meglio.

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