A differenza di prestazioni dignitose contro squadre blasonate come Juventus, Roma, Milan o Fiorentina, al “Via del Mare” si è vista una squadra svuotata, incapace di generare emozioni, idee o anche solo un guizzo che accendesse un pubblico stanco di sperare. E se in passato bastava un’azione, un gesto tecnico per riaccendere lo stadio, oggi nemmeno l’orgoglio sembra abitare questo gruppo.
Il problema non è solo tecnico, ma profondamente identitario. La sostituzione di Dorgu con N’Dri ha alimentato il malcontento dei tifosi, che non riescono a comprendere la logica dietro scelte che appaiono più improvvisate che strategiche. La gestione delle risorse derivate dalle cessioni estive si sta rivelando fallimentare: i nuovi acquisti non solo non stanno rendendo, ma sembrano completamente scollegati dalla realtà del club e della sua piazza.
Si ha la netta sensazione che manchi un legame tra squadra e territorio, tra spogliatoio e tifoseria. Il Lecce della retrocessione del 2020, quello del Covid, pur nei suoi limiti, lottava con cuore e passione. Calderoni, Petriccione, Farias, Babacar, Falco e Mancosu: giocatori forse non di altissimo profilo, ma con una fame che oggi pare scomparsa. Allora la Serie A fu persa sul campo, con l’alibi del Covid e con dignità. Oggi si rischia di perderla senza nemmeno combattere.
I conti in ordine, vero motivo di orgoglio per la società, non bastano più a giustificare una gestione sportiva che appare sorda e distante. Il calcio, soprattutto a queste latitudini, non è solo business: è appartenenza, è identità, è sentimento. E questo Lecce, privo di leader e lo si è capito ieri quando il capitano Federico Baschirotto, non ci ha messo la faccia nel post partita, mentre è venuto dopo il gol realizzato contro il Venezia situazione sicuramente più comoda, manca anche l’anima, un mix che sta tradendo una piazza che chiede solo una cosa: lottare. Perché retrocedere può anche succedere, ma farlo senza lottare è inaccettabile.
Ora serve uno scatto d’orgoglio. Serve un segnale forte, dal campo e dalla dirigenza che sta valutando il sollevamento dall’incarico di Marco Giampaolo, che alla luce del materiale umano a sua disposizione non ha enormi responsabilità, un cambio potrebbe forse portare quella scossa, che con se porterebbe anche qualche punto che potrebbe essere decisivo. Perché finché c’è tempo, c’è speranza. Ma senza anima, anche il tempo rischia di diventare solo attesa del peggio. Intanto non ci resta che sperare nel pareggio tra Empoli e Venezia, in una corsa salvezza, che viaggia a rallentatore.
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.









Ove mai si andasse in B, provare a piazzare questi calciatori (eccetto Krstovic, Gallo, Falcone, Koulibaly e Berisha), sarà un’impresa.
O si dovrà imbarcarli in B o molti rifiuteranno persino la categoria.
Per la serie “pure le puleci tenenu la tosse”.
Sono andati a prendere giocatori dalle serie B straniere invece di prenderne qualcuno in prestito ma decente che conosceva già la serie A.
Poi la cosa che io sto odiando di questa società nella quale nutrivo grande ammirazione, è che sembra che li sia tutto dovuto, e che con loro o contro di loro anche dopo 8 sconfitte!!!
Weh che senza calcio si vive lostesso! Ed anche meglio!!! Sca zzappati!
Almeno qualche nostro conterraneo, non dovrà più lavorare né le loro future generazioni.
Grazie al successo economico finanziario del Lecce.
Consoliamoci con quest’aspetto. 😉
Quello che fa male e’ la presunzione di chi dirige questa società’, che non chiede scusa ai tifosi ed ai VENTIDUEMILA ABBONATI!!! Quando in tempi non sospetti i critici venivano tacciati di volere male al Lecce ora si scopre che chi vuole male al Lecce ha difeso le scelte della dirigenza. Il Lecce E’ una società di calcio e il risultato Aziendale ( parlando con il Linguaggio Dirigentese ) e’ quello sportivo prima di tutto, perché sprofondare in serie B e’ un disastro anche economico. Il parco giocatori regalatoci da questi signori che disponevano di plusvalenze ( ultimi due anni ) di circa 80 milioni di euro e’ quasi totalmente inadatto anche per la serie B. Forse buono per il Casarano neo promosso in serie C. Sempre forza Lecce
A vedere questa foto dico vabbè…….Inizia il campionato in poche partite o dentro o fuori ehhhhh amen.
Visto il calendario ostico, purtroppo quest’anno si andrà in serie b. Ma attenzione,si deve rifondare completamente la squadra con elementi di esperienza in categoria, altrimenti si rischia la c. Vedi Sampdoria. Mi dispiace per il materiale umano attualmente a disposizione, ma sinceramente non mi sembra nemmeno adeguato alla nostra serie b.
In questi casi bisogna avere la giusta umiltà per ricominciare dagli schemi di base, perché quello che si vede in campo è proprio la totale assenza di idee e poi errori banalissimi. E il gioco lo si costruisce a centrocampo, noi non siamo il Real Madrid l’ ha detto lo stesso mister.
Errore fatto in periodo mercato, perché la squadra veniva da 5 o sei risultati di fila vedendo così hanno deciso che con organico attuale ci si poteva salvare,invece dopo è stata una discesa libera un baratro comunque l’allenatore che non riesce mai a smuovere questi giocatori sia in moscezza sia on campo mi spiace per la passione dei tifosi leccesi non lo meritano e triste forza lecce sempre.
Svegliare dal lungo letargo Marsicano Giampaolo è stato l’errore più madornale che Corvino poteva fare. Va bene che la squadra non è adatta per un campionato dignitoso ma se se avesse avuto una guida più esperta forse oggi la posizione in classifica, sarebbe più tranquilla.
Non è riuscito a dare coralità in tante partite lo farà proprio con l’Atalanta??
Che barzelletta
Serve un allenatore che ci creda
Giampaolo non ci crede
E’ stato l’ ennesimo errore di questo campionato