Due indizi possono fare una prova. E’ questo il caso di Konan N’Dri, che ieri ha siglato il suo secondo gol in maglia Lecce diventando il miglior marcatore stagionale, al momento, dei giallorossi. Due gol bellissimi ma anche inutili ai fini del risultato.
Come con l’Atalanta, anche con l’Udinese l’ex Leuven si produce in un mancino con il contagiri per insaccarsi sotto il sette lontano e strappare applausi, ma nulla più. Grande giocate che dimostrano come il numero 11 abbia la possibilità di lasciare il segno, il problema che è proprio al tiro che ad oggi l’ivoriano è mancato tanto al Lecce.
Escluso un palo in Lecce-Venezia della scorsa primavera, per lui spesso conclusioni masticate o fuori misura. Le cose cambiano invece quando cala la pressione, vuoi di avversari già certi del successo vuoi anche di pubblico e magari anche di lui con sé stesso. Un aspetto, questo, su cui dovrà lavorare per poter mettere le proprie capacità maggiormente al servizio della squadra.
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Io non mi capacito come calciatori come Banda e Ndri che sono le uniche ali che abbiamo, professionisti che di mestiere fanno il calciatore non vengono messi nelle condizioni e mi riferisco anche in allenamento di entrare nei meccanismi di squadra.