Schipa a CL: “Campionato ultrapositivo. I ragazzi crescono in un gruppo che si è ‘leccesizzato'”

L'allenatore leccese racconta l'andamento della sua prima annata da tecnico del Lecce Primavera

simone schipa

Per chi la maglia giallorossa ce l’ha tatuata addosso, e con il Lecce ha scandito la propria vita, essere protagonista di un bel momento dopo un avvio difficile è una soddisfazione enorme. La formazione Primavera si è rialzata dopo un avvio difficile e l’allenatore Simone Schipa, intervenuto ai nostri microfoni, ha raccontato il momento dell’annata. In attesa della ripresa del campionato dopo la sosta di marzo, il Lecce Under 20 è quinto a 47 punti.

8 vittorie nelle prime 11 gare del nuovo anno e il piazzamento in zona playoff dopo una prima parte difficile. Qual è il bilancio?

“Il bilancio totale è ultrapositivo fino a questo momento, oltre le più rosee aspettative. Siamo partiti con l’obiettivo di raggiungere una salvezza sulla carta molto complicata in un campionato molto complicato. Tutte le squadre sono molto forti, competitive ed attrezzate. Indipendentemente dalla posizione finale sarò contento del percorso fatto coi ragazzi dall’inizio a oggi, è stato molto positivo come crescita al di là della classifica. I ragazzi sono cresciuti individualmente e come collettivo, è la priorità del nostro lavoro. Se questa crescita coincide con risultati importanti poi siamo ancora più contenti, come lo siamo ora. Il primo obiettivo è vedere crescere i ragazzi”.

Come è stata la gestione di un gruppo con più nazionalità?

“Non è stato un problema gestire un gruppo multiculturale. E’ stato intrigante e bello perché ci ha fatto alzare l’asticella sulla comunicazione, sul modo di esprimerci, non è semplice e facile farci capire da tutti. Nel percorso duraturo nel tempo siamo partiti dovendo parlare molto inglese, naturalmente i ragazzi vanno messi in condizione di applicarsi capendo le richieste. Noi, parlo come staff ed entourage più i ragazzi di qui, siamo andati dalla loro parte nei primi 5 mesi. Successivamente, loro hanno iniziato ad aprirsi e a ‘leccesizzarsi’. Molto spesso scappano battute in dialetto anche a loro”.

E’ giallorosso il capocannoniere del campionato…

“Paco Esteban è arrivato a campionato in corso ed ha segnato già alla prima partita. La sua regolarità è frutto di doti e qualità supportate dalla squadra. Gli chiedo di stare sempre sul pezzo, non uscire mai dalla partita. Ha delle abilità importanti sull’attacco alla profondità”.

Il riscatto di Dalla Costa, ora infortunato, è uno dei simboli del bel lavoro svolto sotto la tua gestione. Ma ci sono tanti singoli che, come hai già detto, stanno migliorando le proprie doti. E’ questo l’obiettivo che ti poni?

“Siamo contenti per il club e per Dalla Costa, lo merita. Ha tutto per poter continuare il percorso. Staszak e Flies si sono calati subito nel gruppo. Una delle nostre forze è il cementare un gruppo forte, unico, dove c’è entusiasmo in ogni singola cosa. Ci alleniamo con gusto, voglia ed entusiasmo ogni giorno. Si sono calati nel contesto e hanno dato un contributo alzando il tasso di qualità della squadra. Siamo contenti di altri altri. I numeri di Laerke parlano da soli, è un calciatore importante, è titolare della sua nazionale. Onyemachi sarà un calciatore di cui se ne parlerà anche se è stato falcidiato da infortuni. La crescita dei ragazzi è stata totale. Penso a Rashidi, che all’inizio ha avuto delle difficoltà ed è ripartito, a Calame, altro che si è ripreso. Abbiamo Penev, un portiere sottoetà, è un 2008 e ha altri due anni di Primavera oltre a questo. Parliamo di una scelta non facile ma di cui siamo convinti. Sono contento dei difensori centrali: Scott è stato anche convocato dalla nazionale americana under 20, Pehlivanov è un giocatore ormai fatto che si è costruito. Pacia è l’anima di questa squadra. Kozarac e Longo hanno fatto delle grandi partite. Penso anche a Di Pasquale, un 2008 allenato da me l’anno scorso con l’Under 18 che si sta adattando alla grande al posto di Dalla Costa. Allenandoci insieme tutti siamo andati oltre. C’è Esposito davanti che è un altro 2008 poi ci sono i locali Palmieri, Spinelli, Persano, un 2009 che si è ritagliato degli spazietti ed ha altri tre anni di Primavera. Sono ragazzi patrimonio del club”.

Il campionato riprenderà dalla partita contro il Milan. Cosa è cambiato rispetto alla sconfitta dell’andata all’esordio stagionale?

“Dalla prima partita ad oggi c’è un campionato di differenza. Alla prima partita avevamo delle problematiche, ora ne abbiamo di altri a partire dalla perdita di Dalla Costa, anche se chi lo sta sostituendo sta facendo bene. Abbiamo degli infortuni, con l’Atalanta avevamo out tanta gente, Pehlivanov e Onyemachi oltre a Dalla Costa. Arriviamo alla partita col Milan con entusiasmo: questa squadra ha dimostrato di saper far bene nonostante le assenze. Chi è giocato ha sempre fatto il suo”.

Mister Simone Schipa, leccese, sempre presente in Curva Nord. Cosa vuol dire essere l’allenatore della squadra Primavera?

“Per me è un sogno che si realizza. Devo ringraziare la società nella persona del presidente Saverio Sticchi Damiani e il direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino ha creduto in me affidandomi questo prestigioso incarico. Sto vivendo un sogno da quando sono entrato 7 anni fa a lavorare di nuovo con il Lecce. Lavorare per la mia gente, per la mia gente e questa società…Vado ancora in Curva Nord a vedere le partite, sono cresciuto, vivo il Lecce e ho vissuto il Lecce. Non esistono altri sogni. So cosa ho passato nei primi mesi quando i risultati non venivano. Ostentavo tranquillità con una devastazione interiore clamorosa. Sentivo e sento il peso della responsabilità. So quanto la gente ama questa maglia. Quando io esco a correre in città la mattina sentivo gente comune, non proprio miei amici stretti, che mi dava la carica dicendomi di non mollare. Mi dava tanta energia”

Redazione

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