Corvino sull’inchiesta di Report: “Non sono stato ascoltato. Nessun rancore, solo superficialità”

L’ormai ex responsabile dell’area tecnica del Lecce ha parlato dell’inchiesta fatta da Report, in cui sono finiti i rapporti anche tra il direttore e il procuratore Fali Ramadani

Pantaleo Corvino ha risposto anche oggi (dopo un immediato comunicato uscito a seguito delle prime voci) ha parlato dell’inchiesta fatta da Report, andata in onda domenica sera

Superficialità

“Né io né mio figlio abbiamo sentito la minima perturbazione di questa recente inchiesta giornalistica, perché non abbiamo avuto paura in merito –esordisce con sicurezza-. Però è chiaro che in qualcuno si possono insinuare delle idee e non va bene. Ciononostante non ho avuto nessun rancore verso chi queste perturbazioni le ha create. Questi cronisti d’inchiesta, da marciapiede come me, ce ne sono tanti in Italia e io li apprezzo e stima. Non ho avuto nessun momento di perdita di stima, ma più che altro può essere una superficialità perché si sono fidati di una persona”.

Orgoglio

Corvino puntualizza con orgoglio il suo curriculum: “Ho vissuto il calcio da marciapiede fino al calcio professionistico, e in quest’ultimo vieni scelto, non è che scegli tu. Ho lavorato dieci anni a Casarano con la famiglia Filograna, sette anni a Lecce con la famiglia Semeraro, poi con Sticchi, con Della Valle a Firenze e con la famiglia Saputo a Bologna. Quando ti scelgono queste famiglie sei orgoglioso e qualcuno ha voluto mettermi in cattiva luce anche con queste persone che mi hanno stimato”.

Disponibilità

E poi:Queste trasmissioni fanno bene il loro lavoro ma potevano fare un altro tipo di lavoro, perché lo fanno altre volte, andando a parlare con me e con mio figlio. Ho sempre lavorato in trasparenza, senza creare problemi alle società né facendo grandi movimenti con gli agenti, me lo avessero chiesto avrei dato i dati. Negli anni con Casarano e Bologna gli incassi degli agenti sono stati a zero, con i Della Valle ho creato quasi 100 milioni di attivo e qui di mio figlio non c’è traccia. Lui fa l’agente da quando non c’era il conflitto di interessi. Ci sono tutti dati e dichiarazioni riscontrabili, se volessero fare un’altra trasmissione”.

Cifre

Pantaleo Corvino continua sulla scorta delle risposte di Sticchi Damiani a Report. Le operazioni sono state fatte per il bene del Lecce:Procure e intermediazioni a Lecce, le procure con Ramadani sono queste. Falcone pagato 2 milioni e 8, a Berisha abbiamo pagato solo la cifra da riconoscere al club, Stulic pagato 5,5 milioni e 650mila di ingaggio, Pongracic rivenduto a 15. Di solito quando si fanno delle operazioni con un agente per guadagnare non si fanno questi dati in cui invece si fa evidentemente il bene del club. Dati evidenti, ma a me conta la fiducia delle famiglie con cui avrei lavorato. Mi è dispiaciuto solo non essere ascoltato”.

Figlio

Prima di parlare del suo addio al Lecce, il 76enne parla del figlio Romualdo: “Mio figlio voleva fare il calciatore e ho detto lascia stare. Voleva fare l’arbitro, era stato il miglior esordiente e ho detto lascia stare. Ha voluto fare il procuratore in un momento in cui non c’era il conflitto d’interesse e lo ha fatto, era un suo sogno. Anch’io ho perseguito il mio sogno, lo dico sempre ai ragazzi nelle scuole. A mio figlio non potevo togliergli questo sogno, come io volevo fare il direttore sportivo del Lecce e l’ho fatto. Oggi sono qui per dire perché spezzo il mio di sogno”.

 

Redazione

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Sergio
3 mesi fa

Sergio cangia nick, questo è il mio unico e solo che utilizzo da anni ed è il mio vero nome. Non usarlo, perchè è il tuo solito nick fake che utilizzi per altri scopi. Non vorrei essere coinvolto e paragonato con la feccia te m…a che inquina questo sito. Grazie. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.

Sergio
3 mesi fa

Speriamo che il nuovo Ds non faccia come lui.Di bidoni ce ne sono rimasti troppi.

Alessio Lecce
3 mesi fa

Bisogna trovare un nuovo capitano per il peschereccio.
Si va avanti e si spera.

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