Ramadani, il guerriero d’Illiria che ha difeso il fortino Lecce

Il 30enne albanese lascia la squadra giallorossa dopo tre stagioni chiuse con epilogo felice

Appena 71 chilometri separano il litorale di Otranto dalle coste albanesi, visibili a occhio nudo nelle belle giornate. Non ĆØ solo la vicinanza geografica a costruire legami tra il Tacco d’Italia, cosƬ tanto vicino, e il Paese delle Aquile. Dall’enclave arbereshe di San Marzano di San Giuseppe che ĆØ ormai ĆØ storia alla concreta memoria della solidarietĆ  del Salento nelle storiche migrazioni degli albanesi in Puglia: migrazioni, gentilezza e solidarietĆ  hanno costruito un legame tra esseri umani che ĆØ anche folklore di tifo diventato orgoglio da sfottò subito in anni passati.

Inizio e fine

In questo quadro nobile possiamo accostare l’esperienza di Ylber Ramadani con la maglia del Lecce, chiusa ieri con il trasferimento al Corum, in Turchia. Il 30enne lascia la Serie A dopo 104 presenze e tre gol, uno all’anno, in altrettanti campionati con il Lecce. Pantaleo Corvino lo prelevò dalla Premiership scozzese, dove si fece valere con l’Aberdeen dopo aver indossato le maglie di Vejle e MTK Budapest. Al suo arrivo, Ramadani raccoglieva un’eredita pesantissima. Il posto al centro del campo era occupato da Morten Hjulmand, colonna del Lecce di Baroni insieme ad Umtiti e prima grande plusvalenze del Corvino-bis a Lecce.

La prima

Al centro del 4-3-3 di D’Aversa, furono subito evidenti le diverse caratteristiche del nazionale albanese rispetto all’ex capitano. Fisiologicamente, Ramadani ĆØ incappato più spesso in imprecisioni rispetto a Hjulmand. Nella stagione dell’esordio, affiancato dall’importante presenza di Blin soprattutto nelle fasi concitate del finale, Ramadani si ĆØ guadagnato una promozione meritatissima (primo gol giallorosso nel 2-1 al Frosinone) facendo vedere subito abnegazione, corsa, sacrificio e ricerca di dare equilibrio alla squadra. L’aggiustamento tattico operato da Gotti, subentrato dopo Lecce-Verona 0-1, ha messo da parte gli affanni.

Film

Una storia totalmente diversa ha scritto il campionato 2024/2025. Senza Blin, ĆØ spettato a Ramadani il ruolo di ā€œprimo a far la legnaā€. Il campionato ĆØ iniziato in modo deludente, e la protesta vibrante, esagerata e senza filtri contro Gotti in un Lecce-Parma quasi snaturava la sua natura di guerriero dedito alla causa di squadra. L’arrivo di Giampaolo, amante del palleggio almeno nelle sue prime partite leccesi, non ha aiutato di certo Ramadani, indietro nelle gerarchie di squadra. Un campionato che si stava avviando sulla via dell’insufficienza ĆØ però cambiato a una partita e un tempo dalla conclusione. La staffilata sotto l’incrocio in Lecce-Torino ha affogato nella felicitĆ  tutte le bizze ed essersi salvati una settimana dopo grazie anche a quel gol ha scritto un futuro diverso dal un saluto che sarebbe potuto essere giĆ  nell’estate del 2025.

L’ultimo anno

Eusebio Di Francesco, come anche con altri calciatori, ha saputo esaltare al meglio i tratti di Ylber Ramadani. Il guerriero d’Illiria ĆØ tornato a fare quello che meglio gli riusciva, ovvero dare battaglia in mezzo al campo e proteggere la difesa. Pochi fronzoli, un palleggio abbastanza elementare ma quella sostanza che in altre zone del campo ĆØ mancata, risultando fondamentale per suonare una carica da vice-capitano e leader ritrovato. In campo e fuori. Ylber ha costruito il gruppo dei senatori con Falcone e Coulibaly, zoccolo duro che emotivamente ha sorretto il Lecce nelle difficoltĆ . La faccia messa in sala stampa, da condottiero,Ā  ĆØ espressione della sua essenza. Al suo terzo anno salentino, Ramadani ha segnato un altro gol (0-2 a Cagliari) chiudendo la stagione in crescendo. Il contratto allungato fino al 2027 ĆØ stato solo l’ultima pagina di un libro chiuso con l’accettazione dell’offerta dalla Super Lig turca, dove ci saranno altre battaglie da vincere.

Un simbolo

Ylber Ramadani resterĆ , per sacrificio, operato e sufficiente longevitĆ  sportiva, il trait d’union calcistico tra Lecce, il Salento e l’Albania, di cui ovviamente ne veste fieramente la maglia (partecupando anche a Euro 2024). 71 chilometri separati da un lembo di mare hanno un simbolo comune in più: un corridore, un guerriero con la maglia giallorossa. Ramadani olĆ©, Albania olĆ©.

Redazione

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12 Commenti
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Pippi
2 mesi fa

Ma tutti i passaggi sbagliati ve li siete dimenticati per non parlare dei passaggi indietro e che si buttava sempre a terra. A calcio si dovrebbe giocare in serie A non fare le maratone.

Alessio Lecce
2 mesi fa

….zio cosimo stai zitto e fatti una vita

Zio Cosimo
2 mesi fa

Giocatore da serie B…perdita indolore

Giovanni
2 mesi fa

Non mi ĆØ mai piaciuto tanto, dopo la sceneggiata con Gotti non aspettavo altro che se ne andasse

Pircopu
2 mesi fa

Piuttosto x Novembre ce la facciamo per il primo acquisto?Qualcuno l’ha avvisato a Trinchera che il mercato ĆØ aperto?

Pircopu
2 mesi fa

Stamme buenu Ylmer e tanti bacetti

Mena moi
2 mesi fa

Ma quale grande perdita….uno che vale un milione sai che perdita….

WP60šŸ¦‹
2 mesi fa

Grande perdita !
Solo se finalmente Si fa giocare GORTER, ormss ad i pronti da un’anno, posso capirlo.
Ma mettere al fianco di COULIBALJ, al posto del Guerriero, uno tra NGON BERISHA o GALDELMAN (bravi ma devono giocare più Avanti e inoltre Sono troppo delicati) e’ pura Idiozia poichĆ© c’è bisogno di velocitĆ  e soprattutto di gamba !
Ovviamente DISCO ROSSO anche per KABA e soprattutto FOFANA’ !
Sempre che non si prenda uno nuovo e forte!

Marco
2 mesi fa

Si ma notizie di mercato in entrata quando ??

Merine giallorossa
2 mesi fa

Ma si, in B ci sono di migliori!

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