Pantaleo Corvino dà la propria ricetta per risolvere la “crisi” del calcio italiano. Il Lecce è un modello, i giovani italiani ci sono, bisogna scovarli. L’ormai ex direttore sportivo del Lecce ha parlato al Corriere dello Sport.
Gli stranieri
«A volte è una necessità. Quando non puoi comprare italiani, perché il club non può sopportare certi costi, devi andare all’estero. Ma è una necessità che poi diventa una virtù se prendi stranieri che producono ricchezza tecnica ed economica».
Il modello
«Il Lecce è stato un precursore. Farà la A per il 5º anno di fila col monte ingaggi di 10 milioni netti, il più basso d’Europa».
I giovani
«Sì, ci sono. Magari di meno rispetto al passato, ma ci sono. Finché gareggiano nelle Nazionali giovanili siamo alla pari se non superiori agli altri. Qualcosa non funziona a livello di Nazionale maggiore, ma non perché mancano giocatori per battere la Bosnia o la Macedonia. Piuttosto perché bisogna dare all’Italia il valore che merita. I club, all’interno di un sistema nuovo, devono consentire alla Nazionale di avere i calciatori per più tempo».
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.









Sergio fake, non usare nick altrui. Te lo ripeto per l’ennesima volta KTM! Poppetu te paise, pantegana!
Va guarda cantieri, girasole.
Ancora li dati spazio all’uomo dei murales?..?e basta che PA l l e!!!!
Non sono d’accordo. In passato abbiamo vinti mondiali e i calciatori andavano in ritiro con la nazionale solo 1 settimana. La ricetta invece deve essere che le squadre di serie A, devono far giocare in ogni partita di campionato almeno 6 italiani. Poi ancora, gli stipendi che sono elevati. Infine si deve tornare ai vecchi tempi quando la proprietà del cartellino era della società.