Pensi alla promozione in Serie A con Delio Rossi e rispondi subito Lecce-Palermo 3-0. L’indissolubile legame tra l’epopea di una delle squadre con il tasso tecnico più alto della storia si lega al suo successo finale, appunto avvenuto in un incrocio che, di fatto, era una finale. Era una partita da non sbagliare per capitalizzare un anno di cavalcate, sacrifici e sorprese. Lecce 60 punti, Palermo 58. 38°giornata di Serie B: in campo salentini contro siciliani al Via del Mare. Una finale, anche se il Lecce aveva a disposizione due risultati su tre per gioire.
Il primo pensiero di chi ama questa maglia è l’attesa della gente di quella, caldissima, giornata. Le file di macchine per raggiungere lo stadio raggiungono la marina di San Cataldo, c’è chi viene allo stadio direttamente dalla spiaggia. La città è in tilt ma è un caos pacifico. L’occasione suggella ancora una volta il gemellaggio tra le tifoserie di Lecce e Palermo. Quest’aria, però, non riduce assolutamente la tensione di un popolo, che non vuole pensare alla sconfitta perché c’è troppa voglia di ritornare subito in Serie A.
Storica la partita, storici gli interpreti. Da Gegè Rossi in porta, “scartato” proprio dal Palermo non prima di dire a Zamparini: “Io in A ci andrò con il Lecce. A Lorenzo Stovini e Cristian Silvestri, perni centrali a completamento della difesa con Cirillo e Abruzzese. Dal centrocampo in su, poi, c’è quel mix giusto di tenori delle precedenti salvezze in A più parte della generazione d’oro degli anni duemila. Piangerelli e Tonetto da una parte, Ledesma e Giacomazzi dall’altra. E, infine, un attacco che, sentendo i protagonisti dell’epoca, oggi sarebbe da Champions League: Vucinic, Bojinov, Chevanton, Cimirotic, Konan e Vugrinec. Troppi valori per non regalare una pagina di storia.
La tensione vissuta in settimana si traduce nel prepartita. Stadio stracolmo all’inverosimile, in Curva si sta in minimo due per ogni posto, si occupano tutti gli angoletti utili per guardare la gara. Tantissimi tifosi del Palermo gremiscono il settore ospiti, insufficiente per accoglierli tutti. Gli altri andranno in uno spicchio tra Curva Sud e Tribuna Centrale.
Tensione, agitazione subito convertite in urlo liberatorio. E’ già il minuto 12 quando Camorani s’invola e mette alle spalle di Sicignano. Scusaci Vincè, anche se l’anno dopo entrerai anche tu nella nostra enciclopedia, ora è il nostro momento. Alfonso Camorani, il campano con la scritta “Lecce: 7 giugno 2003”, non ce lo siamo dimenticato nella trattazione di prima, no. La sua corsa sotto la Curva Nord, la seconda dopo un’altra, leggendaria, dopo il derby, cambia il corso degli eventi. Da tensione a orgoglio, da agitazione a controllo e voglia di chiudere la contesa.
Il Lecce coglie più occasioni da rete, ma Zauli coglie la traversa al 32′. E’ l’unico acuto del Palermo. La gloria diventa un oggetto concreto al 47′, quando Giacomazzi infila il 2-0 e il Via del Mare fatica a contenere le esultanze di tutti. I rosanero si catapultano in avanti, ma non c’è verso neanche di accorciare le distanze per dare un senso al finale. Al 79′ è game-set e match. Morrone sbaglia un passaggio e Bojinov mette dentro il 3-0. Basta pensieri, basta paure, è tempo di godersi una caldissima notte di festeggiamenti. Lecce-Palermo 3-0 del 7 giugno 2003 è una filastrocca che non dimenticheremo mai.
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Mi presi 2giorni di permesso per stare là in mezzo, indimenticabile
presente 💛❤️🩷🖤
Invasione di campo a fine partita. Sotto al settore ospiti abbracci e foto con i fratelli palermitani. E poi tutti in corteo fino a piazza Mazzini. Ricordi indelebili
Presente..
Forse in curva eravamo 10 mila solo sopra..
Ricordo che entrammo alle 17 la partita era alle 20.30
Un sole cuocente ma la tensione era altissima, mamma che stadio veramente stra pieno.
Alessandro Morelli
E chi se la scorda…
Presente. Appena 18 enne… curva nord, birre ecc, chi se lo scorda. Mi feci tutta la strada dallo stadio fino a Piazza Mazzini, tra due ali di folla
Io partito da Bologna c’ero, in compagnia di amici fantastici.
Io c’ero ❤️💛❤️
Lecce Palermo è la partita che ho più di tutte nel cuore.
Mi ricordo come se fosse ieri.
Ero a Firenze per lavoro, impossibilitato ad andare.
Nemmeno Papà potette andarci né vederla su Telepiù.
Era partito per un viaggio organizzato a Lourdes insieme a mia madre.
Nessuno poteva immaginare sarebbe stato il suo ultimo viaggio, forse lui si.
La partita la seguii alla radio, old style.
Mi chiamò verso le dieci e mezza undici per chiedere il risultato.
“papà, siamo in A. Abbiamo vinto 3-0!”.
” Davvero,dici davvero?!”
“Si Papà! La prima in casa se sto ancora giù la vediamo insieme!l ok? “.
Putroppo non fu più possibile perché da lì a poco si sarebbe ammalato per poi andare via.
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