Dopo aver mantenuto la porta inviolata con il Cagliari, il Lecce si è ripetuto domenica anche nella difficile trasferta di Torino. Due clean sheet arrivati in modo diverso, quasi diametralmente opposto. Il primo con un match di sacrificio in 10, condito da almeno due prodezze di Falcone, e soprattutto capace di portare in dote i tre punti. Il secondo con una prestazione dominante, il proprio portiere inoperoso ma con appena un punto in cascina.
Fatto sta che per i giallorossi è già la seconda gara su quattro senza reti al passivo, media migliore persino di un anno fa quando i ragazzi di D’Aversa partirono a razzo trovandosi quarti a questo punto del cammino. Nella Serie A attuale soltanto Juventus (ancora a zero gol subiti), Inter, Empoli, Napoli, Verona, Roma e Torino sono riusciti a fare almeno come i giallorossi. Che però sono gli unici con i bianconeri ad avere questo trend nelle ultime due gare, segno del crescendo del lavoro del tecnico veneto coinciso proprio con la chiusura del calciomercato e la definizione dei valori della rosa.
Tornando al confronto con il cammino precedente, Blin e compagni raggiunsero comunque quota due clean sheet già alla quinta giornata, grazie a quell’1-0 casalingo che diede loro la vetta momentanea. Il terzo del 2023/24, invece, arriverà addirittura soltanto a metà marzo, a cambio in panchina avvenuto dopo l’esordio di Gotti a Salerno (0-1). L’obiettivo adesso è evitare ovviamente che accada qualcosa del genere, ovvero che il Lecce possa smarrire quella coesione difensiva appena raggiunta. Altri tempi ed altri approcci, certo, ma anche la necessità di lavorare e non dare nulla per scontato.
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Il problema sono i gol non fatti