La notizia, inizialmente trapelata attraverso i profili social di Gianluigi Buffon, ha trovato la sua definitiva ufficialitĆ in una nota diramata dalla FIGC. L’ex portiere ha rassegnato formalmente le dimissioni dal ruolo di capo delegazione della Nazionale italiana, una decisione comunicata attraverso una lettera inviata alla presidenza federale. Questo passaggio segue cronologicamente l’uscita di scena di Gabriele Gravina, evidenziando un momento di profonda trasformazione per i vertici del calcio azzurro.
Il comunicato della Federazione non si limita all’aspetto burocratico, ma rende omaggio alla carriera leggendaria di Buffon, ricordando il suo status di recordman assoluto con 175 presenze e il trionfo nel Mondiale 2006. Il suo legame con la maglia azzurra ĆØ stato quasi ininterrotto per un quarto di secolo, partendo dalle selezioni giovanili fino al ritiro dal calcio giocato.
Lāesperienza dirigenziale di Buffon era iniziata nellāagosto del 2023, quando aveva accolto lāinvito del presidente Gravina per portare la sua leadership all’interno dello spogliatoio. Con questo addio, l’Italia perde un punto di riferimento storico proprio in una fase di delicata ricostruzione per l’intero sistema federale, segnando la fine di un rapporto umano e professionale che ha caratterizzato gli ultimi decenni dello sport italiano.
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Dicono che ĆØ stato lui a opporsi allāarrivo di Mancini invece di Gattuso. Completamente inadeguato per la sua storia per quel ruolo