Da Bojinov a Hjulmand-Dorgu-Krstovic: l’oro di Corvino per il Lecce

Il responsabile dell’area tecnica dice stop dopo aver chiuso il periodo più vincente della storia del club, fatto anche di patrimonializzazione

corvino

Pantaleo Corvino si ferma e lo fa dopo la quarta storica salvezza di fila del Lecce in Serie A. La notizia, indirettamente paventata già nella conferenza stampa di fine mercato invernale, cambia la storia del club. I successi sul campo della squadra che disputerà il quinto campionato nella massima serie sono andati di pari passo con le più grandi plusvalenze conseguite dal club, diventato uno dei modelli di sostenibilità del calcio d’oggi.

Il primo ciclo

Già nel suo primo corso da direttore sportivo del Lecce, Corvino scova talenti poi destinati a grandi palcoscenici. L’altro fronte delle operazioni vincenti del direttore sono i grandi rilanci: così fu per Lucarelli, accolto a Lecce dopo la delusione al Valencia e artefice delle due salvezza con Cavasin prima di partire per Torino a 9,4 milioni. Stesso discorso per Sesa, ceduto al Napoli per 7,25 milioni. E poi la leggenda Chevanton, al Monaco per 10 milioni dopo la storica rimonta con Delio Rossi. Partito Chevanton, l’oro di Pantaleo divenne Bojinov, scovato a Malta (15mila euro al Pieta Hotspurs) e fatto crescere nel settore giovanile prima del salto e della discussa cessione alla Fiorentina (14 milioni). L’eredità lasciata fu Vucinic, partito nel 2006 alla Roma (dopo la retrocessione del Lecce post primo Corvino) per 15,75 milioni.

Ritorno

La strategia di Corvino non cambiò dopo il suo ritorno nel 2020: giovani, prospetti offensivi per sfrecciare sulle corsie e ragazzi vogliosi di sorprendere. Ad oggi cessione si è aggiornata la contabilità delle sue plusvalenze. Dalla B partì Morten Hjulmand, ora tra i centrocampisti più richiesti di tutta d’Europa colonna dello Sporting Lisbona, che lo pagò circa 20milioni. Boost di valore per Gendrey, pagato all’Amiens (club che portò a Lecce anche Blin e Calabresi) 300mila euro per poi essere venduto all’Hoffenheim a 8.5 milioni. Anche Strefezza (pagato 550mila euro) fruttò 3.5 milioni (al Como) dopo la sua metamorfosi da esterno a goleador

I capolavori in A

Negli ultimi anni, il Lecce, grazie al lungo lavoro di Corvino, è ormai nell’immaginario collettivo europeo come una bottega di talenti. Detto già di Hjulmand, un capolavoro è stato il rilancio di Pongracic, elemento già affermato (esperienze con Borussia Dortmund e Salisburgo) e ceduto alla Fiorentina per 15 milioni dopo l’1,6 investito. Chapeau con Dorgu, la plusvalenza (sinora?) più alta realizzata dai ragazzi di Corvino: circa 300mila euro dal Nordsjaelland diventati 30 milioni del Manchester United. L’importanza per gli attaccanti di Corvino è storia (“puoi sbagliare la moglie ma non il portiere e l’attaccante”). L’ultima vendita del Corvino “in sella” è stata la cessione di Krstovic, seconda per prezzo di realizzo (25 milioni) solo a Dorgu.

Redazione

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Tabula rasa
3 mesi fa

Continua lo zerbinaggio dei pennivendoli
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Pippo70
3 mesi fa

Condivido quanto scritto da Alessio👏

Alessio Lecce
3 mesi fa

Il futuro del Lecce, non dipende dallo “sciamano” di Vernole.
Che ha indovinato dei calciatori, rivelatisi poi in importanti plusvalenze “sterili” (cioè che non si sono assolutamente tradotte in un miglioramento tecnico della squadra) e ne ha sbagliati tanti altri, di cui non si vuol parlare (in primis la stampa).
Il Lecce ai leccesi e un leitmotiv privo di senso.
Almeno se si vuole progredire.
Se invece si vuol considerare miracolistica l’impresa di una salvezza all’ultima giornata (“grazie ” alla filosofia societaria: incasso 100 e spendo 20), e nonostante venti campionati in A, allora vale tutto.
Non siamo il Venezia, il Frosinone, il Pisa, il Monza, l’Empoli, la Salernitana, il Crotone ecc ecc.
Siamo una piazza che ha militato in A nella metà degli ultimi quarant’anni.
Per consolidare la categoria, per raggiungere almeno salvezze con anticipo, ambire anche a una classifica vicina alle prime otto (non sognare mai significa non esistere), ed assistere a prestazioni non imbarazzanti (20 sconfitte su 38 gare), occorre una nuova Società.
È così, spero, sarà.

Last edited 3 mesi fa by Alessio Lecce

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