Ci sarà agli annali un Lecce a.C. e d.C.: avanti Corvino e dopo Corvino. Il paragone (tanto) in alto sintetizza ciò che è il dirigente originario di Vernole per i successi sportivi del club. Dopo la quarta salvezza di fila (mai il Lecce aveva disputato tanti campionati consecutivi in A), Pantaleo lascia a 76 anni con numeri strabilianti: 8 salvezze in 9 campionati da direttore sportivo/responsabile dell’area tecnica e 3 promozioni in 4 campionati di Serie B. A questi vanno aggiunti 3 scudetti Primavera, l’ultimo nel suo secondo corso iniziato nel 2020 su forte impulso del presidente Saverio Sticchi Damiani.
Maestro
Dietro dei freddi numeri che rasentano un’efficacia quasi perfetta ci sono emozioni, storie, successi, crescita anche di un territorio che grazie al calcio ha un forte elemento identitario in più che unisce. Il desiderio di prendersi un momento di pausa ha controbilanciato quella frase spesso ripetuta “Voglio morire sul campo come i cavalli di razza”. Corvino ha raccolto gli insegnamenti di Mimmo Cataldo, altro perno della storia del Lecce in A, e, in un ideale passaggio di consegne quasi un anno fa, ha deciso di lasciare nella sala stampa Sergio Vantaggiato dello Stadio Via del Mare un quadro in cui i due erano insieme a Firenze. La strategia è chiara: prendere giocatori a basso prezzo, valorizzare e rivendere in modo da rendere il club competitivo e sostenibile.
Una vita di successi
“Voglio che sia dentro lo stadio per quando non ci sarò più, perché voglio la presenza nella storia del Lecce”. Augurando mille altre primavere a Pantaleo, da ieri la sua volontà è un fatto: il suo secondo corso da fautore dei successi giallorossi si è fermato. In attesa di capire come e da chi si ripartirà nel primo anno… “d.C.” dopo Corvino (bis), è il momento di rendere omaggio a un uomo del sud, sicuramente diretto nella comunicazione con pochi compromessi e soprattutto vincente. Il suo curriculum è chiaro: successi dalla Terza Categoria, l’azzardo di vita riuscito a Casarano, l’ascesa con il Lecce della famiglia Semeraro e infine l’accesso in Champions League con la Fiorentina, e quel gradino in più verso l’Olimpo mai mancato che, forse, resterà, più che un rimpianto, un tarlo. Dopo aver riportato il Bologna in A e terminato la seconda esperienza di Firenze al termine della proprietà Della Valle, il ritorno a casa per far ritornare grande il Lecce. La missione è stata compiuta e largamente superata.
Eredità e nostalgia
Sintetizzare in poche parole ciò che è Pantaleo Corvino per il Lecce rischia di diventare un lavoro di pura retorica, anche se ai commenti vanno accompagnati i dati contabili delle plusvalenze realizzate da Sesa-Lucarelli a Dorgu-Krstovic. Il responsabile dell’area tecnica lascia i giallorossi nel momento più vincente dell’ultracentenaria storia, con i conti in salute e con, in corso, il perfezionamento del tanto voluto Centro Sportivo (un patto tra Corvino e Sticchi Damiani al momento del ritorno sei anni fa) e il profondo restyling che ammodernerà il Via del Mare. Sul campo, la rosa ha a disposizione asset di valore indubbio: Tiago Gabriel, Falcone (capitano e trascinatore in A) e Banda su tutti, in attesa della crescita di altri nuovi arrivi. L’augurio è di avere il meno possibile nostalgia del quadriennio 2022-2026 in un calcio che cambia sempre più. Da Cataldo a Corvino…il quadro in sala stampa descrive due epoche, ora insieme nel libro dei ricordi.
L’ultimo anno
In questi ultimi giorni, Corvino ha festeggiato la permanenza del Lecce in A lontano dal Via del Mare, nella sua casa di campagna in compagnia della famiglia. Dopo 5 giorni di pensieri e di lentezza, è arrivata la decisione di fermarsi. Il cuore soffre e questa stagione, diversa per andamento dalle altre, con certamente più difficoltà nella costruzione della rosa, è stata tanto stancante. Corvino è stato bersaglio delle critiche nei momenti difficili, con aspre contestazioni perlopiù nei momenti non facili dei precedenti campionati. La gente di Lecce darà per sempre gratitudine. Ora c’è la pausa. L’unica sicurezza del futuro, in attesa dell’ufficialità.
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.









Un grande 👍. Impossibile fare quello che ha fatto lui con quei pochi soldi. Pensare di poter sistemare tutte le primavere da U13 in poi e tirar su una squadra che comunque ha raggiunto il suo obiettivo. Lo rimpiangeremo, spero nella lungimiranza della società, la quale avrà sposato il suo lavoro e per sopperire alla sua mancanza dovrà creare una equipe intera, un uomo solo non basterà.
OROLOGI OROLOGI OROLOGI
LU NTRASTULA DELL’EST……..
Prima se ne va, prima ndefriscamu!
Ma vincente di cosa? Non ha mai vinto una beneamata mazza di importante
L’agiografia di Corvino, finirà, forse, con il giorno del suo ritorno?
O magari qualcuno non ha ancora capito che un Direttore con un contratto di altri tre anni, ha tirato i remi in barca perché sta arrivando una nuova compagine societaria?