Saverio Sticchi Damiani ha spiegato l’evoluzione della trattativa che è seguita al fulmine a ciel sereno scoppiato dopo la quarta salvezza di fila del Lecce con il saluto di Pantaleo Corvino.
Il presidente ha subito sondato la disponibilità di Stefano Trinchera a raccogliere l’eredita del dirigente originario di Vernole. Nell’attesa di un incontro tra Trinchera e Corvino per chiarire gli intenti, si è svolto l’incontro con Sean Sogliano, che, come ampiamente scritto nei giorni scorsi, ha dato vita a un’attesa conclusa con l’accettazione della proposta di rinnovo proveniente dal Verona.
Le dichiarazioni
Sticchi ha confermato nel corso della conferenza: “Alla luce dell’attesa di Stefano ho chiamato una sola persona, Sean Sogliano, con cui ho avuto un incontro a Milano. Lo stimo e lo conosco bene, lui mi ha ribadito che per lui sarebbe stato un sogno lavorare a Lecce. Però al tempo stesso ha detto di avere un accordo attivo con il Verona e che, per orgoglio personale, non avrebbe voluto lasciare il club in B. Al contempo gli ho detto della situazione sospesa con Trinchera e ci siamo detti che ci saremmo risentiti solo se le cose con il Verona sono con Trinchera fossero andate male”. A seguito di questo passaggio, ci sono solo state le attese fino all’incasellamento dello scorso venerdì.
Il primo dirigente dell’US Lecce nega ogni trattativa con altri profili, da Teti a Massara, e continua chiarendo la centralità di Trinchera: “Non ho sentito nessun altro se non con messaggi di stima. A quel punto Trinchera mi ha detto che si sentiva pronto e anche per andare avanti da solo, senza la doppia figura. Ho apprezzato il suo coraggio, determinazione e voglia. Non ci sono stati altri contatti oltre questi due. Così Stefano è venuto a Roma per parlare del nuovo contratto e della nuova stagione”.
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.








