Nel cantiere dello stadio Via del Mare di Lecce, dove sono in corso gli interventi per la realizzazione della nuova copertura in vista dei Giochi del Mediterraneo, nella giornata di lunedì si è verificato un grave incidente che ha coinvolto un operaio di 72 anni. L’uomo è stato colpito da una fune d’acciaio riportando traumi alla testa e al collo, oltre a una frattura cervicale. L’episodio riaccende l’attenzione sulle condizioni di lavoro nei cantieri legati alle opere pubbliche e sulle tempistiche particolarmente serrate che accompagnano gli interventi. La realizzazione della copertura dello stadio è infatti inserita in un cronoprogramma rigido, scandito dalla necessità di rispettare le scadenze fissate per i Giochi del Mediterraneo.
L’intervento della CGIL
Proprio su questo punto intervengono i rappresentanti sindacali, che sottolineano come la narrazione della rapidità dei lavori possa nascondere criticità rilevanti sul fronte della sicurezza.
I segretari generali di Cgil Lecce e Fillea Cgil Lecce, Tommaso Moscara e Luca Toma, hanno dichiarato:
“Abbiamo assistito con crescente preoccupazione all’enfasi con cui venivano documentati quasi in tempo reale i lavori in corso per la realizzazione della copertura dello stadio Via del Mare di Lecce”.
Nel loro intervento, i sindacalisti evidenziano come la pressione sui tempi possa incidere negativamente sull’organizzazione del lavoro:
“Lavori su cui, da sempre, incombe il rispetto dei tempi affinché la struttura sia pronta. Un’enfasi sulla speditezza del cantiere, che oggi mostra con brutalità aspetti ritenuti da molti secondari, se non irrilevanti: la velocità, i ritmi di lavoro ossessivi, le pressioni per fare in fretta sono fattori di rischio, che finiscono per creare insicurezza”.
L’incidente e le condizioni dell’operaio
Particolare attenzione viene posta anche sulle condizioni dell’operaio coinvolto, sia per la gravità dell’infortunio sia per l’età avanzata. L’uomo, 72 anni, si trovava al lavoro nel pomeriggio quando è stato colpito dalla fune.
“Un uomo di 72 anni, e già sull’età molti ragionamenti andrebbero fatti, a pomeriggio inoltrato, e anche l’orario dovrebbe interrogarci su quanto in realtà duri la giornata di un operaio edile a maggior ragione col caldo e l’afa registrati ieri, è stato colpito da una fune. Le stesse funi, la cui dimensione, pesantezza e capacità di carico, ma anche velocità nella posa in opera, venivano celebrate sui social. Per fortuna il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) ha evitato un epilogo fatale. Ciò però non può esimerci dal fare un’amara riflessione: l’ossessione dei tempi e delle scadenze deve essere messa da parte, quando rischia di compromettere salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.
I numeri degli incidenti sul lavoro
Il quadro generale delineato dai dati Inail conferma una situazione di attenzione crescente sul territorio. Nei primi quattro mesi dell’anno, in provincia di Lecce, sono stati registrati 1.480 incidenti sul lavoro, con un incremento rispetto allo stesso periodo precedente. A livello regionale si evidenzia un aumento complessivo delle denunce.
Preoccupa anche il dato relativo agli incidenti mortali: tre casi in provincia di Lecce e ventuno in Puglia, con un incremento rispetto all’anno precedente.
Sicurezza e tempi delle opere pubbliche
L’episodio al Via del Mare diventa così occasione di riflessione più ampia sulla gestione dei cantieri pubblici e sulla compatibilità tra velocità di esecuzione e sicurezza dei lavoratori.
“Un’opera va costruita affinché sia utile e sicura, in modo da far apprezzare e rendere visibile e riconosciuto il lavoro concreto di chi ci ha messo fatica e sudore. Un’opera non va solo celebrata perché è stata fatta velocemente. Non vorremmo che i ritmi serrati ai quali vediamo esposti i lavoratori allo stadio di Lecce siano solo il preludio di quanto accadrà (e in alcuni casi sta già accadendo) nell’accelerazione per rispettare le scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). I ritardi nella progettazione, nei fondi, nell’avvio dei lavori, nella gestione delle catene degli appalti non possono trovare sempre le solite spalle o teste su cui scaricarsi. Non ci sarà sempre un casco capace di assorbire l’urto”.
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Intervengono gli sciacalli
C’è un cronoprogramma stabilito, lo sanno i sindacati? O devono solo dare fiato ai polmoni?
In qualche maniera devono giustificare la loro inutile presenza…
Esistono i sindacati?
Perché non vanno nei campi di cocommeri a nardó o nei campi di pomodori?… mo s’hannu svegliati?
Sindacati tornate a dormire.
Chiacchiere dei sindacati che stanno al fresco d estate ed al caldo d inverno seduti in poltrona …andate a lavorare parassiti sociali … invece di rompete la minkia dove c è notorietà… con tutte le norme di sicurezza l incidente può sempre succedere … solo a voi non succede niente perché non fate niente …
Chiedetevi come mai un operaio di 72 anni lavora ancora a 40 gradi, con la pioggia o col freddo cane …Lurdi
I sindacalisti la feccia dei lavoratori
Andate a lavorare parassiti!!! 😡
Gli incidenti succedono sempre, ogni giorno pultroppo