A partire dalla stagione 2026-27 la Serie A introdurrà una modifica destinata a cambiare l’esperienza dei tifosi presenti negli impianti sportivi. Sui maxischermi e sui tabelloni elettronici degli stadi sarà infatti possibile visualizzare anche il trascorrere dei minuti di recupero concessi dall’arbitro al termine dei tempi regolamentari.
La decisione arriva dopo l’adeguamento della Lega Serie A alle disposizioni contenute nella recente circolare Uefa numero 51/2026. La modifica uniforma il campionato italiano alle competizioni europee, dove questa modalità di visualizzazione sarà adottata dalla prossima stagione.
Per gli spettatori sugli spalti si tratta di un cambiamento rilevante: fino a oggi, una volta raggiunto il 45’ o il 90’, il cronometro presente negli stadi si interrompeva, lasciando ai soli telespettatori la possibilità di seguire in modo preciso lo scorrere del recupero.
«L’introduzione della visualizzazione del tempo di recupero rappresenta un passo naturale nel percorso di modernizzazione dell’esperienza allo stadio — ha commentato Luigi De Siervo, ad della Lega Serie A —. Si supera una situazione ormai anacronistica, che impediva ai tifosi sugli spalti di disporre della stessa immediatezza informativa garantita ai telespettatori».
Come cambierà la visualizzazione del recupero
La nuova impostazione non prevede che il cronometro principale continui semplicemente oltre il 90’. Il tempo aggiuntivo sarà invece indicato attraverso una modalità separata rispetto ai minuti regolamentari.
Il recupero verrà quindi rappresentato con una progressione specifica collegata al minuto raggiunto al termine della gara o del primo tempo. Lo stesso criterio sarà applicato anche agli eventuali tempi supplementari.
Il raggiungimento del recupero comunicato dal quarto uomo, tuttavia, non determinerà automaticamente la conclusione della partita. Il dato indicato rappresenta infatti un tempo minimo: eventuali ulteriori interruzioni possono portare l’arbitro a prolungare la durata del match prima del fischio finale.
Addio a una vecchia regola
La scomparsa del blocco del cronometro dopo il 90’ non dipende da un aggiornamento tecnologico dei singoli stadi, ma da una modifica delle disposizioni regolamentari. In passato, infatti, le norme prevedevano che gli orologi degli impianti venissero fermati alla fine del tempo regolamentare di ciascuna frazione.
Questa impostazione aveva creato una differenza evidente tra chi seguiva la partita dal vivo e chi la guardava attraverso uno schermo: il pubblico televisivo poteva controllare ogni secondo del recupero, mentre gli spettatori sugli spalti dovevano affidarsi alle indicazioni del quarto ufficiale, dell’arbitro o alle informazioni fornite dalle panchine.
Un cambiamento utile anche per i protagonisti in campo
La novità avrà effetti anche per calciatori e staff tecnici. Fino a oggi, dopo il termine del tempo regolamentare, i giocatori potevano conoscere il recupero assegnato soltanto attraverso il quarto uomo o le comunicazioni provenienti dalla panchina. Con il nuovo sistema sarà disponibile un riferimento visivo aggiuntivo, anche se la decisione finale sul momento del fischio resterà sempre nelle mani dell’arbitro.
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Finalmente! Era davvero assurdo che si bloccasse al 90esimo… Allo stadio dovevamo tutti controllare il tempo sui cellulari