Ā«Bene i grandi eventi sportivi perchĆ© destagionalizzano, rafforzano il brand Lecce e spingono la capacitĆ alberghieraĀ». Le associazioni di categoria sostengono la sfida lanciata dal Comune per ospitare alcune gare degli Europei di calcio 2032 dopo aver ospitato una tappa del Giro d’Italia (a maggio 2025) e il passaggio della Fiamma olimpica dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 il 30 dicembre dello stesso anno.
Una partita che Palazzo Carafa ha deciso di giocare sondando, attraverso gli avvisi appena pubblicati, la capacitĆ ricettiva del territorio. Secondo l’Osservatorio Economico Aforisma, diretto da Davide Stasi, delle 2.012 strutture presenti a Lecce (dati aggiornati al 2025), sono 12.225 i posti letto disponibili. Gli alberghi sono 30: 21 a 4 stelle, uno a 5 stelle e due a 5 stelle lusso. Nove strutture superano i 150 posti letto, 15 ne offrono tra 51 e 150 e 31 tra 21 e 50.
Il primo tassello ĆØ rappresentato dal “mini headquarters hotel”, una struttura a cinque stelle destinata a ospitare i vertici Uefa e i relativi staff. L’hotel – o gli hotel – dovrĆ garantire una dotazione fissa di 20 camere per l’intera durata della manifestazione, dal 1° giugno al 15 luglio 2032. Nei giorni di gara saranno inoltre necessarie altre 40 camere.
Non solo posti letto: la struttura dovrĆ mettere a disposizione tre sale riunioni, rispettivamente da 80, 50 e 150 metri quadrati, oltre a uno spazio riservato alla ristorazione con una capienza di 60 persone. Accanto all’hotel destinato alla macchina organizzativa Uefa, entrano in gioco i due “team transfer hotel”, strutture a quattro o cinque stelle chiamate a ospitare le nazionali. Anche in questo caso gli standard sono stringenti. Gli alberghi dovranno trovarsi a non più di 30 minuti di autobus dallo stadio e dal campo di allenamento e a un massimo di un’ora dall’Aeroporto del Salento. Per ciascuna struttura sono richieste almeno 70 camere singole, organizzate su piani o ali a uso esclusivo della squadra.
E ancora, nelle strutture dovranno esserci ampie aree per il relax e la ristorazione, sale meeting, uffici, infermeria, sala massaggi e cucine a disposizione degli chef delle nazionali. E poi c’ĆØ il capitolo, altrettanto delicato, dei centri di allenamento. Per la preparazione atletica delle nazionali sono previsti uno o due impianti, ciascuno dotato di un terreno di gioco in erba naturale dalle dimensioni regolamentari di 105 per 68 metri.
Ā«Ci sono troppi b&b, non adatti in questo caso: basti pensare che a Taranto, per i Giochi del Mediterraneo, si ĆØ fatto ricorso anche alle navi da crociera per ospitare gli atleti – osserva Giancarlo De Venuto, presidente di Assohotel Confesercenti Lecce -. Ma ĆØ giusto puntare sui grandi eventi per dare visibilitĆ alla cittĆ e generare turismo e notorietĆ negli anni successivi. Lecce ĆØ in forte crescita sul mercato straniero e questa ĆØ la strada giusta: abbiamo bisogno di eventi capaci di destagionalizzare e di rafforzare la presenza della cittĆ sui mercati internazionaliĀ».
Ā«I requisiti indicati dalla Uefa sono molto specifici e richiedono strutture alberghiere con caratteristiche precise. Ma questo non significa che Lecce e il Salento non possano affrontare la sfida – fa sapere Graziana Giannetta di Federalberghi nazionale -. Da qui al 2032 c’ĆØ un percorso importante da costruire, attraverso investimenti e qualificazione dell’offerta alberghiera. Partiamo da un territorio che ha fatto dell’accoglienza uno dei propri punti di forza e che ha dimostrato di saper crescere e rispondere a una domanda turistica sempre più internazionale. Un appuntamento come Euro 2032 può rappresentare una grande occasione per compiere un ulteriore salto di qualitĆ , con benefici che non riguarderebbero soltanto gli alberghi, ma ristorazione, commercio, servizi e tutto l’indotto. La sfida non ĆØ dire oggi ciò che manca, ma lavorare insieme per essere pronti domani. E Lecce ha le capacitĆ e le potenzialitĆ per farloĀ».
Favorevole alla candidatura anche Vincenzo Portaccio, presidente Sezione Turismo Confindustria Lecce: Ā«Premierebbe gli sforzi della cittĆ e, in particolare, del presidente Saverio Sticchi Damiani. Da tempo chiediamo una svolta, concependo il turismo come un’industria e non come l’iniziativa di pochi. Oggi gran parte dell’offerta ĆØ rappresentata dai b&b: serve uno sforzo ulteriore per mettere in rete le strutture e costruire un sistema più forte. L’iniziativa ĆØ dunque meritevole: ben vengano progetti di questo tipoĀ».
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