Checco Lepore è il principale doppio ex di Lecce e Monza. A 41 anni, il jolly è in attesa di una nuova squadra dove poter trasferire le sue conoscenze e la sua mentalità vincente. In attesa della chiamata, il ragazzo delle Case Magno ha parlato delle sue due ex squadre
Il Lecce
Lepore e il Lecce è un binomio di grandi emozioni: “Indossare la maglia e giocare per la propria squadra del cuore, per la propria città, è un’emozione indescrivibile. Ed è una responsabilità, una grande responsabilità. Quando indossavo la maglia del Lecce, non solo la domenica ma anche durante la settimana, mi sentivo invincibile. Mi sentivo con i superpoteri, veramente forte. Bellissimo!”
Voglia di giocare
E poi sulla voglia ancora di poter dire la sua. Lepore porta in dote le cifre: “Io voglio continuare a giocare, perché sto bene e perché i numeri sono dalla mia parte, tranne quello dell’età. Mi sono rotto le scatole di sentirmi dire che ho 41 anni e che è meglio prendere uno più giovane. Non è così. Ha ragione Modric: sono i numeri che parlano. Io già a 35 anni dovevo smettere, invece da lì in avanti ho continuato: ho vinto due campionati, premio come miglior laterale del girone, secondo solo a Dimarco nei top cinque campionati europei per aver messo nelle condizioni è un mio compagno nelle condizioni di calciare in porta”.
E ancora: “Adesso sono pronto a trovare una squadra, magari in Serie C: posso fare anche da riserva, da chioccia ai più giovani, aiutarli a crescere e aiutare anche le società. Posso essere solo d’aiuto, sono carico e mi vivo il momento. Intanto sto studiando per diventare direttore sportivo e per conseguire il corso da club manager”
Punizioni
Nel Monza, Lepore, acquistato in Serie C nel primo ciclo curato da Fininvest, ha lasciato il segno con i calci di punizione: “Il segreto è allenarsi, ripetere e ripetere. Poi ho avuto la fortuna di giocare con Fabrizio Miccoli e con David Di Michele, che le punizioni le calciavano benissimo. Ho cercato di rubare qualcosa da loro e di migliorarmi giorno dopo giorno. Come sono arrivato a Monza? Io non ero sul mercato. Ero a Lecce in Serie B ed ero il capitano. Poi negli ultimi due giorni di mercato mi chiama Fabrizio Miccoli, che è un mio carissimo amico. Era stato a cena con mister Brocchi e gliel’aveva buttata lì, quasi per scherzo. La trattativa si sviluppò velocemente”.
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