Trinchera: “Lo stop dei tornei porterebbe al collasso molte società. I giocatori? C’è voglia di giocare, ma…”

Il d.s. del Cosenza, ex calciatore e dirigente del Lecce, racconta la sua quarantena, vissuta nella sua casa di Copertino. Ai taccuini del Corriere dello Sport si esamina il possibile futuro del calcio durante l’emergenza Coronavirus.

PRIMA LA SALUTE. “In un momento così triste e delicato, penso che la priorità sia salvaguardare la salute di tutti. Per quanto riguarda il discorso relativo alla ripresa del campionato, anche se non è ipotizzabile azzardare qualcosa di sicuro per l’attuale situazione, penso sia difficile al momento riprendere a giocare”.

SOSTEGNO E SACRIFICI. “Credo che tutte le società debbano avere il sostegno dello stato e delle istituzioni con aiuti economici e sgravi fiscali. Da una parte si cercheranno queste disponibilità economica, dall’altra dovremo fare rinunce”.

ANNULLAMENTO IPOTETICO. “Se così fosse il sistema sarebbe penalizzato a cascata. Niente fatturazioni, niente sponsor, niente diritti televisivi e mancate vendite porterebbero le società al tracollo”. 

CALCIATORI. “I giocatori hanno paura di riprendere e sono spaventati, questa la verità. Prima della trasferta di Verona col Chievo, molti non volevano partire. Poi i vertici della Lega ci hanno tranquillizzati, ma era il periodo in cui il focolaio in Veneto era già esploso (9 marzo, ndc). Da una parte la voglia c’è. Dall’altra la paura dell’epidemia e di contrarre il virus è molto forte”.

Redazione

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