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ESCLUSIVA – Stovini e le sue salvezze: “Spero che il Lecce ripeta le nostre imprese”

L’ex difensore centrale, in giallorosso dal 2001 al 2006, è tornato sul suo passato parlando di un Lecce che spera possa tornare a splendere.

Il Lecce è stata la squadra della sua carriera: quella in cui ha militato per più tempo, sommando 160 presenze e 2 reti, e quella con cui ha raccolto le maggiori soddisfazioni, con una promozione e due salvezze in Serie A. Ecco perché al giallorosso Lorenzo Stovini, nato nel 1976 a Firenze e tifosissimo viola, è rimasto così legato. A raccontarcelo in esclusiva, e a dirci le sue impressioni sui ragazzi di Liverani, è lo stesso ex difensore.

Il Lecce si sta preparando al primo campionato di Serie A da otto anni a questa parte. Pagherà lo scotto della lunga assenza in chiave permanenza?

“Sarà un campionato difficilissimo, e a contribuire sarà certamente il fatto di trovare una A diversa rispetto al passato. E nuova per i tanti esordienti tra i giallorossi. Il Lecce dovrà trarre forza da quelli che sono i suoi punti di riferimento, a partire dalle idee di gioco di mister Liverani. Poi a portare esperienza nella categoria serviranno nuovi acquisti. Quantificare ora le speranze di salvezza è impossibile. Io posso solo augurare il meglio alla mia ex squadra e ai suoi tifosi”.

Come ma la salvezza per le neopromosse in A sta diventando sempre più complicata, e come si può ovviare a questa difficoltà di base?

“La forbice tra big e piccole è andata via via aumentando negli anni, e con essa anche la differenza tra Serie A e B. Chi in massima serie ci arriva non riesce ad ambientarsi agevolmente, con facilità. Magari rimane ancorato troppo alle caratteristiche che aveva in un campionato così diverso come quello inferiore. E ciò si evince dalla recente storia delle retrocesse. Per superare i problemi iniziali servirà trovare presto nuove mosse tecniche e tattiche da accorpare ai già noti punti di forza per salire di livello e giocarsela alla pari”.

La forza del vecchio Lecce di Serie A è stata quella di scovare spesso talenti all’estero le cui gesta sono state fondamentali per i risultati positivi. E’ così che si deve muovere Meluso, che ha già preso tre elementi da fuori?

“Potrebbe essere una possibilità, ma è molto, molto difficile ripetere le imprese passate sotto questo punto di vista. Ora per un piccolo club anche fare un certo tipo di investimenti, seppur contenuti, rischia di essere proibitivo. I bilanci la fanno sempre più da padrone e realtà come il Lecce devono sempre darci uno sguardo. Riuscire a scovare il fenomeno sconosciuto è, anche per questo, più raro che in passato”.

C’è chi ha paragonato il Lecce di Liverani a quello di Zeman e Delio Rossi, di cui tu facevi parte. Com’è la vita del difensore che gioca in undici votati all’attacco?

“Non è semplice, questo è sicuro. E’ chiaro che nessun allenatore vuole trascurare la fase difensiva, ma è anche chiaro che giocare tanto in avanti e restare solidi dietro non è semplice. Ci sono degli equilibri da mantenere, degli amalgama da rispettare, e in questi casi un difensore deve dare qualcosa in più per fare un buon lavoro. Anche se reputo che i ragazzi di Liverani non abbiano bisogno di consigli, visto l’ottimo lavoro svolto l’anno scorso”.

Stovini e il Lecce, una storia di grandi traguardi e tanti ricordi. Il più bello?

“La gara più emozionante fu la sfida promozione con il Palermo. Un clima incredibile, quasi impossibile da trovare su un campo di calcio, figuriamoci in Serie B. Ma sarebbero veramente tanti, troppi da ricordare. Le due salvezze in Serie A furono altrettante feste bellissime, perché meritate ma anche inizialmente insperate. E poi, in massima serie, ci fu quel 3-4 sul campo della Juventus con cui regalammo una gioia grandissima ai nostri tifosi. Sarebbe bellissimo che questo Lecce riuscisse a ripetere le nostre imprese”.

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