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Lecce, neanche così bene basta. Personalità e incisività da migliorare?

Il Lecce rimane a secco tra le mura amiche ma continuano ad arrivare segnali positivi nel percorso di crescita comandato da Liverani. Il calendario spaventa, ma ci sentiamo di dar tanta fiducia.

Lecce-Roma 0-1 lascia l’amaro in bocca sul punto di vista del risultato ma, una volta smaltita la delusione di una sconfitta che fa sempre male, resta da sancire ancora dei passetti in avanti. E fa niente se il cammino ora dice Atalanta, Milan fuori e Juventus in casa in un mese che, dopo la trasferta nel nuovo Gewiss Stadium, prevede la seconda sosta nazionali.

PRESTAZIONE MIGLIORE IN CASA, MA... Oggi abbiamo visto la migliore partita al Via del Mare della banda Liverani. Specifichiamo: la migliore prestazione dalla cintola in giù. Anzi, specifichiamo ancora. La migliore prestazione fatta eccezione per gli ultimi sedici metri. La cattiveria sottoporta è mancata, Falco e Mancosu hanno scagliato tiri deboli per beffare Pau Lopez.

DIFESA OK OLTRE I NUMERI. Nonostante la sconfitta, e i numeri generali che parlano di 6 gol fatti e 12 subiti, la sfida con la Roma registra la prestazione positivi del pacchetto arretrato. Rossettini ha chiuso le numerose imbucate orientate a Edin Dzeko e Lucioni ha peccato solo in occasione della rete del bosniaco e del rigore da lui procurato. Un’altra prestazione mostre è stata quella di Calderoni, che con Kluivert ha messo in scena un duello all’ultimo colpo. Sufficiente anche Rispoli, per chilometri percorsi e ordine.

PIU’ QUALITA’ AVANTI? La criticità è stata appunto la poca convinzione nel concludere. Babacar ha spesso cercato la soluzione di fino, mentre Falco e Mancosu non hanno capitalizzato tre ottimi ribaltamenti. Quando il tasso tecnico è differente, gli errori pesano. E pazienza se quella di oggi è la prima partita senza gol subiti da parte della Roma. Le tre partite in una settimana si sono fatte sentire. L’assenza di ricambi in attacco anche. Farias e Lapadula sarebbero serviti come il pane per dare le giuste rotazioni.

NEO PERSONALITA’. Il gol subito, ancora una volta dopo San Siro e Napoli, è arrivato con errori in fase di uscita. Dopo Petriccione (a Milano) e Tachtsidis (contro Ancelotti) è stata la volta di Majer. Lo sloveno ha peccato in una delle tante uscite dall’area e, nel contrasto con Mkhitaryan ha perso malamente la sfera cercando, come confermato da Liverani, una giocata no look. Parlare di problema sarebbe troppo, vista appunto la fiducia nel lavoro che Liverani sta mettendo in atto, ma bisogna arrivare ad un punto dove non bisognerà rimpiangere punti persi per errori di questo genere.

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