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Salvate il soldato Liverani. Dover schierare quattro terzini è l’emblema delle sue difficoltà

Il tecnico ha certamente le sue colpe per il momento-no del Lecce, ma tra infortuni e rosa corta era difficile pretendere da lui un girone d’andata di gran lunga migliore.

Minuto 78 di Parma-Lecce, giallorossi sotto di due gol ma con ancora il tempo, in linea teorica, di raddrizzare il match. Babacar (punta), esausto e non al top della condizione, costretto a chiedere il cambio: al suo posto Vera (terzino sinistro). Minuto 87 di Parma-Lecce, anche Deiola (mezzala) non ne ha più, dopo aver dato tutto all’esordio: al suo posto Rispoli (terzino destro). L’undici di Liverani conclude il match con in campo 4 terzini su 11 calciatori.

Una piccola premessa narrativa che vuole introdurre il succo della nostra analisi: qualsiasi allenatore al posto di Liverani difficilmente avrebbe raccolto di più con questo parco giocatori, contenuto (rispetto alla categoria) sia qualitativamente che quantitativamente. Il tecnico romano ha dovuto fare, praticamente dalla prima di campionato, di necessità virtù. Gli infortuni hanno a lungo vessato il Lecce, per sfortuna sì ma probabilmente anche per qualche errore di preparazione.

Risultato? I giallorossi, che già di base contavano su una rosa non certo da metà classifica, si sono trovati a misurarsi in emergenza in almeno 5-6 circostanze nel corso di questo campionato. Campionato che, alla luce di questi eventi, non si può considerare da buttar via, visto che in 15 o 16 elementi hanno così a lungo portato avanti la carretta. E fino a metà dicembre con ottimi risultati.

Solo infortuni a calare come bombe dal cielo sulla testa del soldato Liverani? Certo che no, bensì anche qualche munizione in suo possesso consegnatali non proprio funzionante. A conti fatti, e senza girarci troppo intorno, all’allenatore mancano quasi quattro titolari. Quattro elementi arrivati in estate che avrebbero dovuto consentire il salto di qualità della rosa giallorossa. E che invece o sono in ritardo o si sono dimostrati pacchi clamorosi.

Benzar e Imbula avrebbero dovuto far alzare l’asticella di una squadra totalmente priva di esperienza a certi livelli. Poiché questi, benché esordienti in Italia, avevano certamente dalla loro qualità sulla carta internazionalmente riconosciute tali da poter essere titolari in un undici che punta alla salvezza. E invece zero.

Non è arrivato l’apporto sperato nemmeno da Yevhen Shakhov. Nel giro della nazionale ucraina, campione di Grecia, decine di presenze e anche dei gol in Europa, ma fisicamente e mentalmente ancora inadatto ad essere protagonista in Italia. L’ex Paok ci ha messo un po’ per ambientarsi, e quando lo ha fatto ha girato solo a tratti. Due grandi giocate valse 4 punti con Samp e Fiorentina. Non poco, per carità, ma considerando che doveva essere un papabile tra gli inamovibili, certamente non abbastanza.

E in questa mini carrellata ci mettiamo anche Brayan Vera, che avrà maggiori chance future vista l’età ma che era stato presentato come un elemento che doveva giocarsi un posto con Calderoni. Il quale, invece, ha dovuto strafare arrivando alla pausa praticamente ko. Giudizio sospeso, invece, su chi arrivava dall’Italia. Per quanto non si siano espressi al top, i vari Babacar, Farias, Lapadula eccetera hanno quantomeno fatto il loro in alcuni frangenti clou della prima metà di stagione.

Nel complesso, Liverani aveva quindi in mano la squadra protagonista in Serie B, ma praticamente inesperta per la A, più tre soli innesti a pieno servizio (Gabriel, Rispoli e Rossettini) e le punte che, tra ko e squalifiche, si sono alternate. Nelle prestazioni così come nella disponibilità. Francamente, troppo poco per sparare addosso chi, al netto di errori contenuti ma esistenti, ci sembra abbia fatto un mezzo miracolo a virare con 15 punti.

Né vogliamo a nostra volta sparare addosso a una società per cui gli aggettivi di stima, storia alla mano, si sprecano. O per un ds come Meluso che, se qualche nome lo ha sbagliato, con altri ha contribuito a scrivere la storia di questo club. Tuttavia analizzare per avere ben presente cosa non è andato in questa squadra nella prima metà di campionato è fondamentale per non ripetere gli stessi errori, per non lasciare nulla di intentato. Così da arrivare a fine maggio e dire “sì, abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità”. Comunque poi sia andata.

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Claudio
Claudio
8 mesi fa

Quando non hai i giocatori in condizioni fisiche ottimali cosa può fare l’allenatore? In più quelli che dovevano fare la differenza sono risultati dei bidoni….l’allenatore cosa può fare dobbiamo solo ringraziarlo e basta siete disfattisti Forza Lecce sempre

Franco
Franco
8 mesi fa

In questi casi una società oculata e che dice che si vuole salvare per logica cosa fa’ vende, anche regalata, tutta sta gente irrecuperabile fisicamente e li sostituisce. Punto

Giovanni
Giovanni
8 mesi fa

Che dire? Tra il Direttore sportivo Meluso e Liverani stanno dando via i giocatori migliori!!! E si stanno caricando de bidoni! Liverani non è un allenatore di serie A e Meluso non ne parliamo! La società è noi tifosi questi due signori dobbiamo mandarli Via!!!!!

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8 mesi fa

Eppure Tachtsidis è sempre lì e Falco continua a giocare oltre la linea del guardalinee…

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8 mesi fa

non lo seguono più….non ci sono idee…

Pocina
Pocina
8 mesi fa

Parole sante… Comunque sia. Grande società.. Grande allenatore.. E per sempre forza Lecce!!

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8 mesi fa

Non aveva altri ricambi…ha fatto bene la partita era ormai persa e si doveva evitare una imbarcata…
Babacar è ancora giù fisicamente e andava sostituito…

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