El Pajarito, a Lecce dal gennaio 2005 fino al 2007/2008, ha colloquiato con la redazione spagnola di OneFootball. Sono state rilasciate tante dichiarazioni sull’esperienza in Italia.
ANTONIO CASSANO A BARI. “Ho condiviso due tappe della mia vita con Antonio Cassano. Nella prima eravamo entrambi giovanissimi: penso che lui avesse 17 anni, mentre io 18 o 19. Era molto strano perchĆ© allāepoca io, che ero appena arrivato, parlavo poco italiano e lui⦠Beh, nemmeno lui parlava in italiano. Parlava in dialetto barese di cui si capiva davvero poco, ma senza dubbio si poteva intuire il talento incredibile di quel ragazzino. Si vedeva che era un fuoriclasse, anche nello spogliatoio. Aveva 17 anni e si faceva sentire con i compagni, nonostante non si capisse nulla di quel che diceva“.
CASSANO A PARMA. “Poi ci siamo ritrovati nel Parma, dopo che lui aveva giocato nella Roma, nel Real Madrid e nel Milan⦠Allora sia io che lui parlavamo un italiano migliore. La sua personalitĆ non era cambiata, ma penso che fosse cresciuto molto a livello professionale. Ho incontrato un Antonio molto più generoso, impegnato nella squadra e vincente: questo si percepiva in campo. Voleva sempre il pallone, lo chiedeva con insistenza, a volte anche troppo. Senza dubbio con le sue qualitĆ avrebbe potuto fare una carriera nettamente migliore. Era un giocatore in grado di fare qualsiasi cosa volesse con il pallone, anche vincere partite da solo. Ricordo che in una partita ci disse: āOggi faccio golā. Fece gol.”
I TRE CALCIATORI PIU’ FORTI. “I migliori compagni avuti? Non posso dirne solo tre. Nella mia carriera ho condiviso lo spogliatoio con Sanchez e Vidal, ma anche con Crespo, Zamorano, Amauri, Marcelo Salas, Vucinic, Parolo⦠Dirne solamente tre sarebbe molto egoista da parte mia, perchĆ© ho giocato con grandissimi calciatori. Un giocatore spettacolare a livello di tecnica e di classe ĆØ Sebastian Giovinco. Parlando di gol segnati, non posso non parlare di Bobo Vieri, un fenomeno sia in campo che nello spogliatoio. E poi cāĆØ Cassano⦠Ecco, questi tre sono i calciatori più speciali che mi vengono in mento”.
AVVERSARI TOSTI. “Ce nāĆØ uno che ogni volta che ho affrontato non sono riuscito a scartare. Marcava molto bene e fisicamente era un animale: āPupiā Zanetti. Non cāera nulla da fare quando si giocava contro di lui. Non potevi mai andargli via, era qualcosa di impressionante. Non lāho mai trovato nella giornata sbagliata, era sempre impeccabile. Poi ho trovato tanti altri grandi avversari come Maldini, Nesta, Stam, Cafù, Cannavaro e Montero⦠Parliamo di unāepoca in cui il calcio italiano era a livelli altissimi“.
ANTONIO CONTE. Valdes poi risponde a un’espressa domanda su Antonio Conte, suo tecnico all’Atalanta: “GiĆ allora era chiaro che fossimo di fronte a un grande allenatore in rampa di lancio. Lui stesso ci diceva di essere di passaggio, che il suo obiettivo era quello di vincere un giorno la Champions League. Ć sempre stata una persona molto ambiziosa. Aveva molto chiari i suoi obiettivi e chiedeva il massimo impegno a noi giocatori, voleva bruciare le tappe“.
LE COMPETENZE DI CONTE. “Ho avuto lāopportunitĆ di parlare molte volte con lui. Sapeva perfettamente che sarebbe potuto entrare nellāĆ©lite del calcio. Sapeva che sarebbe arrivato dove ĆØ ora. Il suo modo di preparare le partite, parlare con i giocatori⦠La sua filosofia di lavoro e il suo carattere da vincente mi hanno segnato molto”.
VIDAL RITORNA IN ITALIA? “Arturo con la sua grinta da guerriero incanterebbe in qualsiasi squadra al mondo. Potrebbe adattarsi a qualsiasi squadra e soprattutto allāInter, dove Conte lo conosce molto bene: alla Juventus lāha fatto crescere moltissimo. Credo che se Arturo dovesse ritrovare Conte ne beneficerebbe”.
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